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Community gardens, una passione newyorkese

Gli orti condivisi sono una realtà che a New York ha assunto notevole rilievo: nella città ci sono decine di giardini autogestiti che danno frutti di ogni genere

Orto

Il community garden è una realtà che in Italia ha ancora pochissima eco, ma che negli Stati Uniti si vive da anni e in particolare a New York ha messo vere e proprie radici sin dagli anni ‘70. Si tratta di orti e giardini che una comunità di persone autogestisce: appezzamenti di terra abbandonati, o lasciati in concessione, diventano splendidi giardini fioriti o l’habitat per la coltivazione di ortaggi freschi, un modo per restituire polmoni verdi alla città da un lato, e per nutrirsi con cibi genuini dall’altro. Le realtà più grandi tra i community gardens di New York riforniscono addirittura i ristoranti, altri ancora regalano parte dei raccolti alle famiglie a basso reddito.

Coltivati collettivamente o divisi per zone di competenza, gli orti condivisi vengono completamente autogestiti, e da un po’ di tempo a questa parte si stanno diffondendo sempre di più anche tra chi ha origini straniere, ed ha voglia di riassaporare qualche frutto tipico della sua terra. Fioriscono community gardens con coltivazioni esotiche, frutti indiani, ortaggi messicani, tuberi africani, sempre nel limite possibile del clima ovviamente. Lodevole sotto ogni punto di vista, l’orto comune costituisce una sana attività fisica e mentale, favorisce l’unione e la collaborazione delle persone, contribuisce ad un’alimentazione migliore e ad una città più vivibile.

Solo nella città di New York se ne contano decine e decine, e alcuni sono organizzati sotto ampi progetti. Tra le realtà più grandi c’è la Floyd Bennet Association, che gestisce un immenso orto urbano a Brooklyn, un tempo sede di un aeroporto. Sempre a Brooklyn c’è il 6/15, che oltre a coltivare organizza divertenti iniziative come l’Halloween Walk. A Union Street c’è The Garden of Union, che risale agli anni ‘70 ed ha conseguito lo status di organizzazione non-profit, nel quale si coltiva solo in maniera biologica. Decennale, il West Side Community Garden è un piccolo gioiellino (anch’esso riconosciuto come non-profit) in cui si dividono le aree floreali, per gli ortaggi, la serra. Vera oasi di tranquillità nell’East Village, il Creative Little Garden è un piccolo parco mantenuto dal vicinato, che si è guadagnato l’accesso alla National Wildlife Federation Habit, associazione che si occupa della tutela e dello sviluppo della flora e fauna selvatici: il piccolo giardino ospita infatti frutti di bosco, gli insetti sono liberi di abitarlo e diverse specie di uccelli ne frequentano le fontanelle.

L’elenco è molto lungo, e non finisce qui: l’organizzazione di questi spazi è spesso incentivata da associazioni che hanno come scopo quello di supportare il community garden, sotto ogni punto di vista, si tratti di questioni legali o prettamente legate alla coltivazione. GreenThumb è uno dei più grandi programmi nazionali in questo frangente, mentre Green Guerrilla è uno dei più noti a New York City. Non manca un’organizzazione nazionale, l’American Community Garden Association, a conferma di quanto il fenomeno sia ampio ed importante.

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