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Pop Art o Arte Povera? Una mostra indaga

La verità sull’arte non è univoca: una mostra al MACA di Acri vuole dimostrare che cinque artisti considerati espressione del poverismo torinese in realtà si legano al filone della pop art

Arazzo Alighiero Boetti
Alighiero Boetti, Sentieri di pensieri, arazzo

Il filone della pop art è indissolubilmente legato a sui rappresentanti eccellenti come Andy Warhol e Roy Lichtenstein, ma non ha messo radici sono nei paesi anglofoni: l’Italia può vantare diverse figure importanti nel mondo di questa corrente artistica. Il MACA – Museo Arte Contemporanea Acri (Cosenza) ospita a partire dall’8 dicembre Pop Art a Torino?! una mostra dedicata agli artisti che furono centrali nell’evoluzione artistica della città, ma anche dell’intera penisola. Negli anni Sessanta il capoluogo piemontese fu infatti fulcro di diverse sperimentazioni in campo artistico, ponendosi come città d’avanguardia nel settore, aperta alle novità che provenivano da oltreoceano.

Cinque in particolare le figure attorno a cui ruota l’esposizione: Alighiero Boetti, Piero Gilardi, Aldo Mondino, Ugo Nespolo e Michelangelo Pistoletto. La mostra vuole avvalorare la teoria artistica del suo curatore Francesco Poli (critico e storico dell’arte), ossia che i cinque artisti sopra citati fossero assolutamente più affini al mondo della pop art piuttosto che dell’arte povera dove molto spesso la critica li ha incasellati. Certamente tutti possono rientrare nel filone, ma secondo Poli molto spesso si sono espressi attraverso modalità assai differente dal movimento del poverismo, sebbene anch’esso si collochi negli anni Sessanta (e trovi il suo fulcro proprio a Torino).

“Le immagini variopinte delle varie lettere incasellate degli Arazzi di Boetti – scrive Poli – riconducono all’artista anche persone che ignorano qualsiasi altra opera della sua vastissima ed eclettica produzione.Il Gilardi dei Tappeti natura è certamente un artista Pop. Egli è fedelissimo all’aura e canonico precetto del Pop italiano consistente nel riportare le cose tali e quali, con puntuale ricalco, contando sull’inevitabile effetto di estraniamento consistente nel ricostruirle con materiali artificiali e con colori violenti. Mondino è uno degli artisti italiani più eclettici, il cui percorso artistico si muove dalla Pop Art al linguaggio poverista degli esordi, alle molteplici sperimentazioni di tecniche e materiali. Nespolo – prosegue il curatore – ha una radice Pop che ha mantenuto immune da aridità concettuali. Per Pistoletto, infine, l’arte crea immagine, anche se non vuole essere rappresentativa. I mezzi d’informazione e di diffusione producono inesorabilmente la trasformazione dell’opera in immagine, qualsiasi essa sia”

Realizzata in collaborazione con le associazioni De Arte e Oesum Led Icima, la mostra rientra nell’ambito del programma MacArtCalabriaProject, che fa parte della rete di eventi finanzianti dalla Regione Calabria nell’ambito dell’attuazione del Progetto Integrato di Sviluppo Regionale Arte Contemporanea in Calabria. Prima dell’inaugurazione, ovvero giovedi 6 dicembre, presso la sede del MACA Francesco Poli incontrerà gli studenti di istituti e accademie di belle arti calabresi, per fornire loro una nuova interpretazione dei cinque artisti, e insegnare ai giovani che ciò che i libri di storia dell’arte scrivono non è necessariamente l’unica realtà possibile.

Pop Art a Torino!? Presso MACA, Piazza Falcone, 1  Acri (Cs) sarà visitabile a partire da sabato 8 dicembre 2012 fino a 10 febbraio 2013, dal martedì alla domenica, 9-13 e 16-20.                                                          
    

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