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Surf, lo sport che libera l’anima

Non solo California. La passione di cavalcare le onde è italiana e anche indoor

sport acquatico su tavola
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Cavalcare le acque su una tavola e sentirsi liberi: la passione per il surf non riguarda solo lo sport, ma un vero e proprio stile di vita che può portare lontano, alla ricerca “dell’onda perfetta”. I surfisti, “shapers”, amano esplorare il mondo da un oceano, da un mare in cui si possa “surfare”, ma anche da impianti che consentano di provare l’emozione simile a quella del volo, inebriata dall’acqua e dalla salsedine.

Il surf è uno sport che appassiona e che unisce e molto spesso è anche praticato indoor. Chi lo pratica conosce di sicuro l’impianto coperto nella località di Nashua. Siamo nel New Hampshire, a un centinaio di chilometri a nord-ovest di Boston e a poco meno dal mare, nel cuore della catena degli Appalachi. Gli impianti per surf “indoor” non sono un’assoluta novità, ma l’accresciuta capacità di riprodurre tecnologicamente le onde li sta rendendo sempre più appetibili.

E così, recentemente, ne sono nati nei luoghi più impensati, dalla Russia alla Svezia al Quebec. Oltre alla capacità di attirare turismo a tema, i nuovi impianti potranno permettere – almeno questa è l’aspettativa dell’ISA (International Surfing Association) di accrescere il numero di praticanti e il movimento del surf, fino a trasformarlo in specialità olimpica.

In Italia, ad Alessandria, il parco Bellavita è provvisto dell’impianto Flowrider: 130 mq di onda artificiale, rivolto sia all’allenamento individuale sia ai principianti con istruttori dedicati, è prenotabile singolarmente oppure in gruppi per eventi periodici dedicati e contest.

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