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Uva pizzutella, la Puglia a tavola

Una varietà di uva tardiva e soprattutto dolcissima: la pizzutella

Grappolo d'uva
istockphotos
L’Italia intera è famosa per la coltivazione della vite e dell’uva, da nord a sud, per produrre il vino o per consumare il frutto. Tra le decine e decine di varietà che rendono il Belpaese ricco da questo punto di vista c’è l’uva pizzutella, diffusa soprattutto nelle regioni meridionali, e in particolare considerata ‘l’oro bianco’ di Puglia. E’ in questa regione infatti che si produce la maggior parte della dolcissima uva da tavola di cui è particolarmente apprezzata la varietà bianca – esiste anche l’uva pizzutella nera ma è molto meno diffusa.
 
Questo tipo di uva si riconosce per la forma degli acini allungata e conica, la consistenza soda, i grappoli di dimensioni medio-grandi. E proprio dalla forma deriva il suo nome: nonostante sia la Puglia la regione dove viene maggiormente coltivata, è dal dialetto romanesco che deriva ‘pizzuto’ ovvero ‘appuntito’. Anche il Lazio infatti vanta una discreta produzione di questa dolce uva da tavola, soprattutto la zona di Tivoli. Di colore giallo-verdino, viene raccolta tra settembre e ottobre, ed è una delle uve più tardive.
 
Più zuccherina di altre varietà di uva, vanta comunque tutti i benefici che appartengono alla sua specie, di cui vi abbiamo parlato qui. Il suo sapore la rende quindi particolarmente apprezzata a tavola, ma anche perfetta per dolci e dessert (crostate, strudel, budini). Si adatta molto bene anche alle insalate a base amara – radicchio, indivia, scarola – e costituisce un ingrediente originale per il risotto, da mantecare con molto formaggio per ottenere un delizioso contrasto dolce-salato. 
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