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Los Angeles, il Museo degli amori infranti

Come una storia d’amore finita può rivelarsi utile per aprire un museo

Cuore infranto
©iStockphoto

In principio fu Zagabria. In un palazzo settecentesco del centro storico è stato aperto uno dei musei più curiosi del mondo, dedicato ai cuori infranti. Nato, ovviamente proprio per una storia d’amore finita, da un’idea dell’artista Drazen Grubisc e la produttrice Glinka Vistica che, una volta separati, hanno deciso di creare qualcosa affinché rimanesse un ricordo della loro storia. Il Museum of Broken Relationships da maggio ha anche una sede permanente nella mitica Hollywood Boulevard di Los Angeles.

Nel 2006 quello che era stato della storia venne presentato con una mostra al 40° Salone dell’arte applicata e del design di Zagabria, ospitata successivamente in molte città del mondo, dall’America, all’Europa e all’Asia. Ad ogni tappa venivano aggiunti cimeli e ricordi di relazioni sentimentali finite, con il pubblico che aveva la possibilità di donare un oggetto all’esposizione prendendo parte alla creazione che mutava di volta in volta. Ecco dunque la sfilata di tutti i ricordi dolorosi, che siano libri, film, magliette, scarpe, peluche, feticci di ogni genere come manette pelose. Ma anche anche quadri, tappeti, soprammobili per chi ha convissuto con l’ex e che fanno parte di quegli oggetti che non solo si fatica ad avere sotto gli occhi ma che provocano spesso anche moti di rabbia. Tutti oggetti che possono essere donati al museo. Chiunque può proporre cimeli delle proprie relazioni finite per contribuire ad una sorta di storia emozionale collettiva: basta entrare nel sito creato dagli organizzatori e compilare il form per la cessione del materiale.

Il santuario per cuori infranti, con la sua funzione catartica, ospita oltre 300 pezzi ed ogni oggetto esposto è accompagnato da una nota che ne racconta la sua origine. Il curioso museo non poteva prevedere destinazione migliore se non la casa dei divorzi delle celebrità quale è Los Angeles: il percorso espositivo si articola in sei sale, con uno spazio confessionale dove scrivere e lasciare frasi anonime e il negozio a tema. La chiave di lettura di questo tipo di mostra non è legata al sentimentalismo o alla malinconia, ma ruota totalmente intorno al superamento del senso di fallimento che lasciano le relazioni amorose finite. Alla base c’è il desiderio di andare oltre il puro dolore, con l’elaborazione della sofferenza e quindi la rinascita e il conforto che questi oggetti, piccolo tesori perduti, posso portare una volta raccolti ed esposti perché condivisi con chi prova ed ha provato le stesse emozioni.

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