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Aeromobili a prova di jet lag: nuovi modelli per volare

Anche il materiale degli aerei deve essere pensato per combattere il jat lag. Ecco gli aeromobili di nuova generazione

Aeromobili. Interno di un aereo con passeggeri
©iStockphoto

Aeromobili e novità anche dal mondo dei materiali. Poche cose sono cosi insidiose per i viaggiatori come il jet lag. Per alcuni può essere anche l’esperienza peggiore della vita. Addirittura più pesante della peggiore sbornia. Anche il jet lag, infatti, causa incubi, mal di testa, secchezza della bocca. Eppure, secondo un esperto del settore, le compagnie aeree hanno finalmente capito come ammortizzarne gli effetti. George Hobica, presidente della AirfareWatchdog.com, ha scritto un articolo per USA Today in cui ha spiegato come si possono ridurre al minimo gli effetti nocivi del jet lag. Grazie ai nuovi materiali con cui verranno costruiti nuovi aerei.

AEROMOBILI: COME RIDURRE AL MINIMO GLI EFFETTI DEL JET LAG

Se i vecchi piani di alluminio non vanno più bene, le nuove attrezzature sono rinforzate da un composto di plastica e carbonio. Due modelli in particolare, il Boeing 787 Dreamliner e l’Airbus A350, sono già provvisti dei nuovi materiali. E i passeggeri arrivano a destinazione più riposati. Ed ha anche spiegato che esistono siti che i passeggeri possono consultare per sapere quali vettori operano con i nuovi mezzi. E poter scegliere di conseguenza con quale compagnia effettuare la prenotazione.

Come lo stesso Hobica ha spiegato in un’intervista esclusiva, il jet lag è in realtà una combinazione di mal di montagna e disidratazione. Ecco quindi che si può lavorare su due fatti principali: l’altitudine percepita che deriva dalla pressurizzazione e la presenza di umidità. La maggior parte degli aerei commerciali vola a circa 35 mila piedi. Una quota alla quale gli esseri umani non potrebbero sopravvivere senza ossigeno supplementare.

AEROMOBILI: IL PROCESSO DELLA PRESSURIZZAZIONE

Per eliminare questo problema la maggiore parte dei velivoli pressurizza la cabina per creare un’altitudine percepita dai passeggeri di circa 8000 piedi. Questo significa che si sente come in un ambiente che si trova a 8000 piedi sopra il livello del mare. Con aria più sottile e secca. Chi è abituato a vivere più vicino a livello del mare rischia mal di testa. L’esposizione prolungata a queste condizioni diventa quindi disagevole. Le nuove tecniche di costruzione sono in grado di pressurizzare cabine per creare un’altitudine percepita minore. Che in voli brevi non si nota ma su quelli dalle 15 ore in poi fa la differenza.

Gli aerei già vecchi sono realizzati in alluminio e altri metalli che si possono corrodere. Sono materiali che non reggono la presenza dell’acqua. Per ridurre al minimo questa eventualità il processo di pressurizzazione ha ridotto il contenuto di umidità. E l’aria in cabina risulta quindi asciutta. Gli aerei di nuova generazione grazie ai nuovi materiali consentono una maggiore dispersione di umidità che rende più piacevole il viaggio.