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Ritardatari cronici: 4 ragioni psicologiche

Non essere mai puntuali può dipendere da molti fattori. Eccone 4 avvalorati dagli studiosi

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Tutti conosciamo qualcuno che non arriva mai puntuale. Un’amica che sappiamo per certo ci farà aspettare come minimo 20 minuti. Un collega che si presenta al lavoro trafelato ogni mattina. I ritardatari cronici sono persone che sembrano non essere in grado di rispettare la puntualità come fosse una cosa innata, impossibile da combattere, irrefrenabile. Gli psicologi si scervellano da anni per cercare di capire cosa c’è dietro questa ‘sindrome’. Qualcuno ipotizza anche di inserirla tra le patologie cliniche, una sorta di disturbo della personalità. Qualcun altro la bolla come mancanza di rispetto. Necessità di attirare l’attenzione. Egocentrismo.

Tutto vero, ma i ritardatari cronici non sono solo poco puntuali quando si tratta di appuntamenti di piacere. Perdono voli aerei, treni, colloqui di lavoro. Insomma, danneggiano anche loro stessi. Ecco che bollare il ritardatario come ‘sconsiderato, maleducato, disorganizzato’ non è sufficiente. C’è qualcosa di psicologico che è radicato molto più a fondo. Le ipotesi sono tante: ve ne riportiamo 4 tra quelle che sembrano essere più avvalorate da psicologici ed esperti comportamentali.

Le ragioni psicologiche dei ritardatari cronici

Sono insofferenti alle regole. I ritardatari cronici potrebbero essere inclini alla ribellione. Insofferenti alle imposizioni. All’autorità. Alle regole della società. Forse ha avuto un rapporto conflittuale con i genitori.

Si auto-boicottano. Secondo altri studiosi, l’ansia, l’insicurezza, la bassa autostima di alcune persone le spinge a boicottarsi, inconsciamente. E quindi a non presentarsi agli appuntamenti, a fare figuracce al lavoro. Sono talmente critici di loro stessi che partono già dal presupposto che deluderanno gli altri.

Sono a disagio se arrivano per primi. Non arrivare per primi è un modo di evitare l’imbarazzo di aspettare, di stare da soli, di apparire come quelli più ‘emozionati’ per l’appuntamento. Alcuni ritardatari cronici potrebbero esserlo semplicemente perché sono a disagio nel ruolo di ‘primi arrivati alla festa’.

Sono irrazionali. Una delle più assodate teorie sui ritardatari cronici è che non hanno la capacità di razionalizzare il tempo. Ovvero, non sono in grado di stimare realmente quanto tempo ci impiegheranno ad arrivare in un posto. Se Google maps dice loro che servono 10 minuti in macchina per arrivare al luogo dell’appuntamento, pianificano di uscire 10 minuti prima. Senza considerare minimamente che ci metteranno più del previsto a prepararsi. Non troveranno le chiavi. Riceveranno una telefonata all’ultimo minuto. Troveranno traffico. Sbaglieranno strada. Ci metteranno un po’ a trovare parcheggio. Ecco che quei 10 minuti nella testa di una persona razionale sono realmente 30. In quella di un ritardatario cronico equivalgono a 5. Secondo un certo punto di vista sono degli ottimisti, perché presumono che andrà sempre tutto liscio.

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