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Vasocottura, la rivoluzione è tutta in un vasetto

L’eccellenza della cucina italiana è racchiusa in un barattolo prêt à manger pronto a raccontare un’antica tecnica di cottura cara alla cucina delle nonne

vasocottura boccacielli
Courtesy of©Boccaciello Bistrot

Oggigiorno, complici i talent show e i social network, si presta sempre più attenzione al mondo del food. A volte però, più che la tecnologia, a fare la differenza è la tradizione. E’ bene dunque fare un passo indietro. Parola alla vasocottura, una tecnica di cottura cara alle mamme e alle nonne in quanto permette di mantenere le proprietà organolettiche dei cibi.

Vasocottura, l’arte di cuocere in barattolo

A farne tesoro, ad esempio, è stata Giorgia Rinaldi che, abbandonata la carriera da agente di commercio, ha deciso di mettersi il grembiule e sporcarsi le mani inseguendo una passione. Quella per la cucina. Happy Mama è il nome della sua nuova avventura. Parliamo di un laboratorio culinario decisamente creativo sito in quel di Cavriago, in provincia di Reggio Emilia (Via Terenziani e Poletti 5). Il suo segreto? E’ tutto racchiuso in un vasetto.

Delizie in vaso firmate Happy Mama

Oltre a confetture e marmellate c’è di più. Che dire delle salse? Sono gustose e genuine. Nulla di banale. Anzi. Sono un vero e proprio mix di sapori che, tra frutta e verdura fresca, portano a fare tesoro di materie prime a chilometro zero (senza conservanti, addensanti, pectine o additivi). Gli abbinamenti sono decisamente fuori dal comune. Si va dalle prugne e cipolle rosse alle arance e cipolle bianche etc. Ci sono poi le composte, ottime se abbinate a formaggi, carni e salumi. Anche in questo caso i sapori sono degni di nota. Qualche esempio? C’è “Melozen” a base di melone, zucchero, vino bianco e zenzero fresco o “La Zuccanella” con zucca gialla, zucchero, succo di limone e cannella. Non c’è che dire, c’è da leccarsi i baffi. Anche i più scettici e tradizionalisti rimarranno piacevolmente colpiti.

Boccaciello Bistrot, a Roma la cucina della nonna

Dall’Emilia Romagna al Lazio si approda tra gli spazi di Boccaciello Bistrot, locale romano (sito nel quartiere Monti in via del Boschetto 129) nato dalla collaborazione tra l’attore Luca Capuano e lo chef Pietro Parisi, entrambi napoletani. Due nomi un amore, quello per il buon cibo. Ma anche per il rispetto della cucina tradizionale. Il loro è un piccolo angolo di paradiso pronto a fare la felicità tanto degli appassionati di food jar quanto quella dei neofiti. Qui, infatti, è possibile assaggiare diverse ricette care alla tradizione italiana, tutte racchiuse in un barattolo di vetro monoporzione disponibile in due formati. C’è la versione da 106 gr e quella da 212 gr. Il tutto è privo di additivi e conservanti.

Alla ri-scoperta dei sapori cari alla tradizione

Gli ingredienti, una volta inseriti in un vaso, vengono cotti a bassa temperatura direttamente all’interno dei contenitori. “La vasocottura è nata nel mio territorio negli anni 40. Prima non c’erano i frigoriferi e l’unico modo che avevano i contadini di fare dispensa erano le conserve. Con la vasocottura e la pastorizzazione, riusciamo a mantenere il gusto e i sapori all’interno del boccaccio” – ha spiegato Parisi.

I gusti? Ce n’è per tutti. I Boccaccielli, da mangiare in loco o da portare a casa per essere riscaldati nel microonde, a bagnomaria o in padella, seguono la stagionalità dei prodotti. Si spazia dalla parmigiana di melanzane a vapore al gateau di patate con la palla di Nola passando per la genovese di maiale o di baccalà, i carciofi di Pertosa al vapore etc. Non mancano poi le proposte dolci realizzate con il gelato artigianale della Gelateria del Gallo di Ciro Verde.

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