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Sorriso perfetto? Ricerca americana svela il segreto

Mostrare tutti i denti non serve. Per essere efficace, spontaneo e piacevole, il sorriso deve essere discreto: parola dei ricercatori dell’Università del Minnesota

Sorriso perfetto
Courtesy of©lenanet/iStock

Un giorno senza un sorriso è un giorno perso” – disse Charlie Chaplin. Ebbene sì, il sorriso è un mezzo di comunicazione che, data l’espressività, spesso parla più di mille parole. Il linguaggio non verbale, infatti, aiuta a trasmettere sentimenti e stati d’animo. Basta però una piccola variazione ed ecco che si potrebbe cambiare completamente il messaggio che si va a trasmettere al proprio interlocutore. Attenzione dunque: c’è sorriso e sorriso. C’è chi non conosce mezze misure e mostra tutti i denti e chi, invece, preferisce tenere la bocca chiusa. E’ possibile dunque stabilire qual è il sorriso perfetto?

Sorriso perfetto? Parola alla scienza

A rispondere al quesito sono stati i ricercatori dell’Università del Minnesota. Stando a quanto riporta il Daily Mail, attraverso uno studio intitolato “Dynamic properties of successful smiles” (pubblicato sulla rivista PLOS One), avvalendosi di un programma in grado di ricostruire i volti in 3D sullo schermo del pc, gli esperti hanno chiesto a 802 persone di giudicare l’efficacia, la genuinità, la piacevolezza e il tipo di emozioni suscitate da 27 sorrisi differenti.

Le variabili? L’angolo della bocca, l’ampiezza del sorriso e la percentuale di denti mostrata. L’autore principale della ricerca, il Dr Nathaniel Helwig, ha dichiarato: “I risultati rivelano che nessun singolo sorriso è “perfetto” rispetto agli altri. Al contrario, è la combinazione di più fattori che rende un sorriso di successo”. A quanto pare è tutta una questione di equilibrio.

La ricerca

Stando a quanto emerso a seguito delle interviste, ad avere la meglio sono stati i sorrisi più discreti nonché quelli abbastanza simmetrici. Tenere la bocca aperta, lasciando intravedere buona parte della dentatura, è spesso associato a sensazioni negative. Bisognerebbe dunque mostrare sì i denti, ma non troppi, mantenendo il giusto equilibrio tra i due lati della bocca che si dovrebbero muovere in sincronia per circa 125 millisecondi.

Conclusioni

Gli autori hanno poi sottolineato che lo studio potrebbe fornire utili indicazioni ai medici per quel che concerne la riabilitazione e la chirurgia facciale nei casi di pazienti affetti da paralisi facciale che, avendo un’espressività ridotta, si trovano a fare i conti con problemi di comunicazione nonché di depressione.

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