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Se il giardinaggio guarisce più di una pillola

A dirlo è uno studio condotto su 30 partecipanti

Giardinaggio
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Se il giardinaggio potesse guarire alla pari o meglio di una pillola sarebbe senz’altro una rivoluzione per la nostra salute. Eppure non siamo troppo lontani dal realizzare questa assurda quanto realistica verità. Sì perché le cosiddette ‘social prescription’ come le ha chiamate il Daily Mail in versione online, avrebbero decisi poteri terapeutici. Parliamo di tutte quelle attività che migliorano il benessere psicofisico. Per esempio il giardinaggio, la cucina gourmet e molte altre.

Il giardinaggio fa bene e c’è un perché

A ricostruire il ruolo positivo di tali hobby è il magazine inglese nella sua versione online. Chi soffre di problemi fisici come diabete o osteoporosi può trovare sollievo in attività come il giardinaggio o la frequentazione di locali notturni. A dirlo è uno studio sul tema. Tra i benefici maggiori, una maggiore stima nei confronti di se stessi e un più alto livello di indipendenza.

L’autore dello studio è la scienziata Dr Suzanne Moffatt della Newcastle University. ‘Le ricerche dimostrano che le ricette sociali funzionano’ – ha detto.

‘Le persone che hanno preso parte al nostro studio hanno dichiarato che si sono sentite più attive, meno ansiose e isolate e sono persino riuscite a perdere peso’.

Per esempio chi fa regolarmente volontariato raddoppia la protezione nei confronti della demenza. Altrove è stato certificato come un’ora di attività a settimana nella quale sia implicata l’aiuto alla propria comunità locale aiuterebbe a prevenire alcune malattie mentali.

I ricercatori sono arrivati a questo risultato analizzando 30 persone che hanno preso parte all’iniziativa Ways to Wellness.

Ways to Wellness è un evento che mira a supportare chi soffre di malattie a lungo corso all’interno della comunità di Newcastle. Tra le attività proposte come cure ‘sociali’ il giardinaggio, la frequentazione di locali notturni, il ballo. Tra le patologie più diffuse dei partecipanti, diabete, malattie cardiocircolatorie, epilessia e osteoporosi.

Dr Suzanne Moffatt ha concluso: ‘Si tratta della prima volta in cui cure non strettamente mediche sono state analizzate in profondità. I risultati sono assolutamente incoraggianti’. Davvero rivoluzionario no?

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