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Benefici dell’ossitocina, come agisce l’ormone dell’amore

L’effetto cambia a seconda dei sessi

Benefici dell'ossitocina, come agisce l'ormone dell'amore
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I benefici dell’ossitocina sono tanti. Secondo gli esperti l’ossitocina ci fa innamorare, ci fa sentire coinvolti con il partner, influenza la scelta della socialità. Eppure l’impatto dell’ormone cambierebbe a seconda dei sessi. Su questo si interrogano gli scienziati da tempo cercando di capire se l’ormone avrebbe effetti diversi sugli uomini e nelle donne.

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Secondo uno studio pubblicato dal Daily Mail, l’ossitocina ha diversi effetti sugli uomini e sulle donne. In particolare una dose di ossitocina negli uomini avrebbe la conseguenza di aumentare la socialità, e nelle donne di inibirla.

Studiando alcuni topi da laboratorio gli scienziati della Stanford University sono riusciti a capire gli effetti sul cervello dell’ossitocina. Di solito l’ormone è associato all’interazione sociale, ma nelle donne esso potrebbe scatenare sentimenti come la paura dell’altro e la diffidenza verso il prossimo. Nello studio, quando l’ossitocina è stata inibita nelle donne ratto, esse erano invece più predisposte all’interazione sociale. Per i maschi ratto invece l’ormone è risultato essenziale nella capacità di interazione. Se inibito l’ormone ne riduceva infatti la portata ‘sociale’.

Ossitocina, come agisce l'ormone dell'amore
Ossitocina, come agisce l’ormone dell’amore

Il Dr Malenka autore dello studio ha concluso che l’ossitocina aumenta in tutti i casi il valore dell’interazione sociale. Sia in caso positivo che in negativo. Secondo la ricerca quindi è molto importante capire l’effetto ‘megafono’ dell’ormone.

“Dalla comprensione di come agisce l’ossitocina nei topi – dichiarano i ricercatori – possiamo ricavare informazioni su come utilizzare farmaci che abbiano come target l’ossitocina per ridurre l’ansia sociale”.

Fondamentale è infatti l’area di azione dell’ossitocina

Ci sono due regioni del cervello sensibili alla sua stimolazione. Il nucleo del letto della stria terminale (Bnst), la regione che controlla l’ansia, e il nucleus accumbens, la regione che interviene nei processi di motivazione.

I ricercatori hanno osservato che iniettando un inibitore dell’ossitocina nel Bnst, ma non nel nucleus accumbens, si possono invertire gli effetti dello stress sui comportamenti sociali. Quando invece l’ossitocina agisce su nucleus accumbens la socialità aumenta. Quindi tutto dipende dalle parti del cervello sulle quali agisce l’ossitocina. E ciò dipende a sua volta dalle esperienze che vengono vissute e dal bagaglio emotivo che ognuno di noi si porta dietro.

Un paradosso, ma che se studiato in profondità potrà cambiare persino il protocollo di cura dei disturbi mentali.

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