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Snack salati: ecco perché uno tira l’altro

Il Daily Mail spiega come gli scienziati sono arrivati alla conclusione che la voglia di snack salati sia legata al funzionamento dei nostri neuroni

snack salati
IgorDutina-istock

Di solito si dice delle ciliegie che una tira l’altra. Ma quante volte di fronte ad un sacchetto di patatine non si riesce a smettere di mangiarne? Gli snack salati sono sicuramente deliziosi. Salatini, cracker, chips di mais e di patate mandano in visibilio le papille gustative. Ma per quale motivo quando ce li troviamo di fronte non riusciamo a resistere? Per gli scienziati non può essere soltanto una questione di sapore. Ed, infatti, una recente ricerca sembra aver dimostrato che la voglia di snack salati sia legata ad una serie di reazioni che si generano all’interno del nostro organismo.

ragazza, patatina, chips

E’ il nostro cervello che continua a chiederci di assumere cibi salati. E lo fa perché si attiva in presenza di determinate reazioni chimiche legate alla produzione di alcuni ormoni. Il Daily Mail ha riportato i risultati degli studi condotti da un team di ricercatori presso il Beth Israel Deaconess Medical Center di Boston.

La voglia di snack salati è una questione di neuroni e di ormoni

Sono queste le conclusioni a cui sono giunti gli studiosi di Boston. Analizzando le modalità di attivazione dei neuroni, ne hanno scoperti alcuni che potrebbero essere legati alla nostra voglia di sale. Questo gruppo di cellule cerebrali reagisce, infatti, alla produzione di un ormone legato alla necessità di sodio nell’organismo, chiamato aldosterone. L’attivazione artificiale di questi neuroni, però, non è bastata ad indurre i topi analizzati a consumare sodio. Il consumo è iniziato quando nel sangue è stato individuato anche un altro ormone chiamato angiotesina II, strettamente legato all’aldosterone. Gli scienziati hanno, dunque, ipotizzato che esista un altro gruppo di ormoni che reagisce all’angiotesina II. Attualmente, però, questi neuroni non sono stati ancora individuati.

snack salati

Rimangono ancora diversi dubbi, quindi, sul meccanismo che innesca la tendenza a consumare snack salati. Gli studiosi sembrano,però, ormai certi dell’interazione tra i neuroni che reagiscono all’aldosterone e quelli che si attivano con l’angiotesina II. Come questo avvenga, però, non è ancora chiaro. Ed è proprio su questo legame che si sta concentrando l’attenzione dei ricercatori. C’è ancora parecchia strada da fare ma le eventuali future applicazioni di questi studi ne incoraggiano il proseguimento. Quando i processi saranno chiari si potranno, ad esempio, creare dei farmaci in grado di sopperire ad eventuali carenze ormonali che spingono l’organismo a richiedere più sale di quanto necessiti. Nel frattempo l’unica “medicina” che può aiutarci a limitare il consumo eccessivo di snack salati è la nostra forza di volontà.

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