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Mangiare da soli fa male, soprattutto agli uomini

Pranzi e cene in solitaria ci portano a scegliere alimenti “fast” che potrebbero portare anche a diabete e pressione alta

mangiare da soli
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Mangiare da soli fa male. Soprattutto agli uomini. A quanto pare la compagnia giova davvero alla salute. Anche a pranzo o a cena. E’ questo il risultato di una ricerca portata avanti da un team di scienziati della Corea del Sud, esattamente della Dongguk University Ilsan Hospital di Seoul, pubblicata sulla rivista Obesity Research & Clinical Practice.

Secondo questi ricercatori i maschi che mangiano da soli hanno il 45% di rischio in più di diventare obesi. E, ovviamente, aumenta anche il rischio di pressione alta e di colesterolo fuori dalla norma. Nello studio sono stati presi esaminati 7.752 adulti, a cui è stato chiesto quanto spesso mangiassero da soli.

Perché mangiare da soli può provocare danni alla salute? E’ un problema di scelta…

Si è così visto che ci sono più rischi per la salute se si mangia da soli più di due volte al giorno. Condizione quasi comune per chi è single o che mangia lontano da casa o famiglia. Ma anche per chi salta i pasti o per chi sceglie di allontanarsi dal gruppo di lavoro o di amici. Anche per una telefonata, ad esempio. Questi, insomma, mangiando da soli più di due volte al giorno, corrono maggiormente il rischio di diventare obesi.

Inoltre hanno il 64% di possibilità in più di sviluppare la sindrome metabolica. Ossia quella pericolosa combinazione di diabete, pressione alta e obesità. Le donne che mangiano regolarmente da sole hanno invece il 29% di possibilità in più di sviluppare la sindrome metabolica, che aumenta anche il rischio di malattie coronariche e ictus.

Gli autori della ricerca spiegano che la mancanza di sostegno sociale può farci sentire meno motivati a mangiar bene. “Le persone che mangiano da sole hanno più probabilità di mangiare nei fast food cibi già pronti, come gli alimenti congelati o confezionati. Chi vuole cucinare un pasto intero per una sola persona?”, afferma Andrew Abeyta, dell’Università Statale del New Jersey. E consiglia, infine, di “fare uno sforzo consapevole per pianificare il futuro e stabilire obiettivi gestibili per una dieta sana”.

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