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Brodo di pollo: chi lo mangia guarsice più in fretta

Chi lo consuma può curare più rapidamente i sintomi dell’influenza e dei mali di stagione

brodo di pollo
sturti-istock

Diciamolo pure, le scene di film e cartoni animati in cui si vede una ragazza premurosa che porta il brodo di pollo caldo al fidanzato costretto a letto con l’influenza, hanno sempre fatto sorridere molti spettatori. In tanti, probabilmente, si sono chiesti quali fossero gli effetti miracolosi di queste ciotoline di liquido fumante. Eppure in queste scene romantiche un fondamento di verità c’è. Anzi si basano su tradizioni ben radicate che trovano ragione in credenze antiche. Era, infatti, addirittura il XII secolo quando il medico e filosofo Moshe ben Maimon sottolineò i benefici della zuppa di pollo nella cura dei sintomi del raffreddore. Da allora le ricette del brodo si sono tramandate nel tempo e ne hanno mantenuto inalterata la fama di pietanza terapeutica.

Oggi diversi studiosi si sono interessati dei benefici apportati dal brodo di pollo e delle loro cause. Tra le ricerche più recenti si annovera quella condotta dal dott. Stephen Rennard. In particolare lo studioso ha analizzato gli effetti sul sistema immunitario della somministrazione di tre differenti tipi di zuppa di pollo. Il Daily Mail ha pubblicato i risultati della ricerca rivelando le reali doti benefiche del brodo di pollo.

Curare il raffreddore con la zuppa

Gli effetti benefici della terapia a base di brodo di pollo

Lo scopo dello studio era quello di verificare gli effetti del brodo di pollo sul sistema immunitario. Ed in particolare sui neutrofili, i globuli bianchi più coinvolti nelle sindromi influenzali. Una zuppa a base di pollo, cipolle, patate dolci, pastinaca, rape, carote, gambi di sedano, prezzemolo, sale e pepe sembrerebbe aver esercitato un effetto antinfiammatorio in grado di ridurre il propagarsi dell’infezione. Il calore, le spezie e gli aromi utilizzati, inoltre, vanterebbero effetti decongestionanti delle vie respiratorie. In particolare scioglierebbero il muco e libererebbero il naso chiuso. E’ in questo modo, dunque, che la zuppa interverrebbe nella cura del raffreddore. Non bisogna, inoltre, dimenticare il probabile effetto placebo. Quando si è in preda al freddo e ai brividi di febbre, un bel piatto caldo si rivela piacevole e corroborante. Il piacere influisce sull’umore ed anche sulla percezione dei disturbi e del fastidio.

Ma non è finita. Una bella ciotola di brodo ha anche un altro prezioso effetto sull’organismo affetto dall’influenza. Vale a dire quello di reintegrare i liquidi espulsi dalle vie nasali con il raffreddore e quelli persi con la sudorazione causata dalla febbre. Non sembrerebbe esserci nulla di così strano, dunque, nell’attribuire doti terapeutiche al brodo. Anche alla luce del fatto che questi tipi di zuppe sono spesso un concentrato di sostanze nutritive benefiche. Possono arrivare a contenere, infatti, più di cinque verdure ad alto contenuto di fibre, vitamina C e antiossidanti. Un altro dato consolante emerso dalla ricerca è che non sarebbe nemmeno  necessario prendersi la briga di prepararla in casa. Tantissime zuppe precotte, persino quelle in scatola, hanno avuto, infatti lo stesso effetto inibitorio.

 

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