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A Modena i Motivi Vaganti di Franco Guerzoni

Il progetto a cura di Davide Ferri sarà visibile al pubblico fino al 25 febbraio 2018

Motivi Vaganti
Ufficio Stampa Sara Zolla

Inaugura sabato 20 gennaio Motivi vaganti – Nuove trame, l’esposizione che apre la nuova stagione alla Galleria Antonio Verolino di Modena. Si tratta di una mostra personale dell’artista modenese Franco Guerzoni. L’iniziativa  prende il nome da un progetto speciale totalmente inedito pensato dall’artista per la galleria. Il progetto a cura di Davide Ferri sarà visibile al pubblico fino al 25 febbraio 2018.

Motivi vaganti
Franco Guerzoni – Bozzetto per l’opera tessile “Motivi vaganti” (2017)

Motivi vaganti: la mostra

Il percorso espositivo di Motivi Vaganti si snoda intorno ad una grande opera. Un tappeto interamente annodato a mano a Lahore, in Pakistan, a partire da un progetto grafico di Guerzoni. L’immagine dell’opera tessile, indefinita e movimenta, diventa, il fulcro narrativo e il centro energetico di tutta la mostra. La sovrapposizione di toni e di colori che caratterizza ogni opera di Guerzoni, si traduce nel tappeto in una nuova dimensione materiale. L’immagine trova così un nuovo processo di emersione grazie alla tecnica pot-dyeing. Quest’ultima permette molte sfumature di colore e rende l’opera finita assolutamente fedele al progetto iniziale.

Motivi Vaganti
Un momento della lavorazione dell’opera tessile “Motivi vaganti” (2018)

Un’opera intesa come “racconto nel tempo”

Il tappeto Motivi vaganti è da considerare un vero e proprio “racconto nel tempo”. L’opera prevede infatti una fase di addizione, di costruzione della base materiale, attraverso strati successivi. La particolare attenzione dedicata alle finiture e nello specifico nella rasatura di alcune aree del tappeto è poi il risultato di una fase di sottrazione, scavo e rimozione.

Motivi Vaganti
Franco Guerzoni – Studio preparatorio

Da non perdere

Oltre al tappeto Motivi vaganti in mostra ritroviamo anche il progetto dipinto da cui deriva l’immagine riprodotta nel tappeto. E poi ancora alcuni disegni dell’artista realizzati in corso d’opera, che sono da intendersi come immagini potenziali. Infine un arazzo in lana “orbace” intitolato “Grotta”, tessuto a telaio in Sardegna. È la seconda opera prodotta dalla Galleria Antonio Verolino, recante le tracce di segni inquieti, fluttuanti sul bianco del tessuto e ricamati a mano.

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