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Crema dolce in vaso con latte di mandorla

Una ricetta che si ispira a quella della crème brûlée, ma più sana e più benefica

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FunnyVeg

L’INGREDIENTE DELLA CREMA – Il latte di mandorla è particolarmente ricco di micronutrienti e grassi buoni. Ha un ottimo sapore, eppure ha poche calorie. Tra le tante vitamine presenti, spicca la E. Può essere usato in cucina per preparare dolci, ma anche per allungare centrifugati ed estratti. In alcuni casi per l’alimentazione dei più piccoli.

LA RICETTA Crema dolce in vaso

LA DIFFICOLTA’ media

INGREDIENTI PER 4 VASETTI DI VETRO DA 200 ML – 700 ml di latte di mandorla, 30 g di farina di riso, 200 g di zucchero di canna, 5 g di zafferano, un baccello di vaniglia, 200 g di malto di orzo, 300 g di olio di mandorla (oppure olio di riso o di nocciola), 100 g di zucchero a velo (meglio se zucchero a velo di canna).

TEMPI DI PREPARAZIONE –60 minuti

LO SVOLGIMENTO PER LA CREMA DOLCE

Tagliare per il lungo la bacca di vaniglia, con la punta di un coltello. Raschiarne la polpa. E metterla in 600 ml di latte di mandorla insieme allo zucchero, alla farina di riso e allo zafferano. Dividere il composto nei quattro vasetti. Metterli in una teglia da forno, riempita per metà di acqua molto calda. Mettere il tutto in forno a 200°C per trenta minuti.

Mentre la crema si raddensa in forno, frullare con un frullatore a immersione l’olio con lo zucchero a velo e i restanti 100 ml di latte di mandorla, ottenendo una panna vegetale piuttosto densa. Riporla in frigorifero e aspettare che i vasetti con la crema di mandorla si raffreddino a temperatura ambiente.

Una volta che la crema si è rassodata, coprirla con il malto d’orzo e guarnirla con la panna di mandorle. Aggiungervi qualche fogliolina e magari qualche infiorescenza di menta fresca.

LA FIRMA DELLA RICETTA – Stefano Broccoli è docente alla FunnyVeg Academy. Qui tiene corsi di pasticceria per professionisti e appassionati, monografici o master. Il suo percorso di conoscenza della cucina vegetale inizia negli anni Ottanta. Una moltitudine i corsi frequentati ogni anno dal nostro, allora quindicenne.

Durante i quali impara i segreti culinari macrobiotici, vegetariani, vegani, igienisti, crudisti, ayurvedici e antroposofici. In Italia e in Inghilterra. Prima l’esperienza decennale di Smut, ristorante nella bergamasca con ampia scelta vegetariana e vegana. Poi, nel 2014, l’acquisto e la gestione della pasticceria Dolcevita, rinnovata e ingrandita nel 2018. Foto di Andrea Tiziano Farinati

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