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Black food: a tavola va di moda il nero

E’ boom “dark” anche in Italia: gli ingredienti di color nero conquistano le nostre cucine

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Il nero, si sa, sta bene su tutto. Finalmente anche a tavola. Perché, negli ultimi mesi, si sta registrando un vero e proprio boom in fatto di black food. Lo sottolinea Uber Eats, il servizio di food delivery di Uber, che permette di visualizzare i ristoranti e i tipi di cucine geograficamente più vicini alla posizione dell’utente.

Ebbene, in tutte le più grandi città in cui il servizio è attivo, da Stoccolma a Milano, gli ingredienti di colore nero iniziano a generare molto più di una semplice curiosità. E sono richiesti da migliaia di persone. Se da un lato aumenta la domanda, dall’altro si rafforza l’offerta. Così cuochi e chef decidono di cavalcare la tendenza. E propongono nei loro menù sempre più piatti dark.

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Si parte dal ‘classico’ nero di seppia, utilizzato per originali ravioli di ispirazione cinese ripieni di salmone, oppure dal richiamo sardo, abbinati a baccalà e a contrasto con i colori della patata viola e dello zafferano giallo, o ancora in ricette vicine alla tradizione siciliana, come l’arancino. Il riso nero o venere è invece utilizzato per black roll, uramaki, cirashi e tartare. Ma anche come farina per burger veggy, rigorosamente racchiusi in uno scrigno di pane al carbone vegetale.

Ingrediente base di pane per burger e pizza neri è proprio il carbone vegetale a dare il suo caratteristico colore addirittura all’acqua. C’è anche, infatti, una bevanda microfiltrata a base di carbone vegetale granulare e limone. Ottima per aumentare il pH dell’organismo e aumentare l’assorbimento del ferro.

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