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Effetto cheerleader, il gruppo rende le donne più belle

Una ricerca mette a confronto alcune donne, prima prese singolarmente, poi in una comitiva

cheerleader
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Stare con gli amici aiuta tutto. Non solo l’umore e, quindi, la giornata, ma anche il proprio aspetto fisico. Lo dice la scienza: per risultare più attraenti conviene unirsi alla folla. Soprattutto nel caso delle donne. Queste, infatti, risultano più desiderabili e provocano una maggiore attrazione stando in un gruppo anziché da sole. Prendete esempio dalle cheerleader…

Effetto cheerleader: non importa con chi e dove, importa la “quantità”

L’attrazione, quindi, non dipende soltanto dall’aspetto esteriore di una persona. La ricerca effettuata da parte di un gruppo della Flinders University di Adelaide lo ha sostenuto con fermezza. L’appartenenza ad un gruppo può aumentare l’attrattiva, indipendentemente dall’aspetto della persona. E questa ipotesi, soprannominata “effetto cheerleader”, secondo il parere dei ricercatori, non è favorito né dal posto occupato nel gruppo, né dall’attrazione che gli altri del gruppo possono ispirare.

Daniel Carragher, l’autore principale della ricerca, si è così espresso: “Se stai cercando di aumentare la tua attrattiva, puoi farlo presentandoti in un gruppo”. Anche in precedenza, comunque, nello studio del 2013 dell’Università della California, era stata menzionata la possibilità dell’effetto “cheerleader”. Lo scopo che la squadra australiana si prefiggeva consisteva nell’accertarsi quanto i risultati raggiunti potevano essere riprodotti.

Lo studio ha richiesto a 130 partecipanti la valutazione di foto con volti femminili. La scala prevedeva un giudizio da zero per cento, se la foto era ritenuta molto poco attraente. E da cento per cento se, al contrario, risultava molto attraente. I volti erano presentati sia da soli, sia in gruppo. Carragher racconta così i risultati del suo studio. “I volti erano percepiti come molto più attraenti quando apparivano in un gruppo, rispetto a quando quegli stessi erano visti da soli”.

La posizione dei volti, benché variasse, sembra non avere importanza. A tal punto il direttore medico della London Bridge Plastic Surgery & Aesthetic Clinic, il chirurgo estetico britannico Christopher Inglefield, ha sostenuto che la ricerca accresce il “mistero” dell’attrazione. E ha dichiarato: “Spesso ci sforziamo di distinguerci dalla massa, ma questa ricerca suggerisce che dovremmo essere felici di farne parte”.

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