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Timberland fa crescere una quercia a Brera

In occasione del Fuorisalone 2018, un’installazione di Elena Salmistraro tra arte, design ed empatia

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istockphotos

Il tema del distretto di Brera sarà, in occasione dell’imminente Fuorisalone, l’empatia. Ovvero la capacità di progettare sotto un profilo umano, che tenga conto della funzionalità degli oggetti oltre che dell’estetica. Per creare soluzioni alle necessità. E se il percorso che nasce dall’umanità si sviluppa grazie all’empatia, finirà per concludersi nell’emozione. All’interno del grande contenitore del Brera Design District, è stato chiesto ad alcuni ambassador di sviluppare progetti che leghino l’aspetto emozionale del design ai luoghi e alle persone che li vivono. Sono nati progetti speciali come quello proposto da Timberland dal titolo Don’t Call Me… Dafne.

La quercia di Timberland diventa installazione

Si inserisce nella cornice del Brera Design District il progetto speciale curato e realizzato dalla product designer Elena Salmistraro. Don’t Call Me… Dafne richiama la campagna tutta al femminile di Timberland Don’t Call Me. E si traduce in un progetto che ha come soggetto una quercia. Emblema del brand, ma anche un albero simbolo di sacralità, energia, vita. La quercia viene re interpretata dalla designer attraverso un’installazione viva, con un cuore che batte. E si può percepire abbracciando il tronco. C’è un aspetto estremamente femminile in questa quercia, che ha una silhouette di donna, quasi una Madre Natura. Protettiva, empatica, accogliente, l’installazione evoca con il suo nome la dea greca Dafne, e richiama nei colori la nuova collezione del marchio. I frutti della quercia, quattro grandi ghiande, sono delle sedute cocoon che accolgono i visitatori.

Giunto alla nona edizione, il Brera Design District è sempre più ricco di partecipazioni ed eventi, grazie ad un’identità precisa e distintiva che ne ha fatto un astro dell’universo del design mondiale. Un ruolo di grande rilievo, che quest’anno ha deciso di concentrare l’attenzione su un tema che non può essere trascurato dal mondo della progettazione. L’empatia come antidoto ad un mondo sempre più tecnologico e automatizzato, ma sempre meno umano.

L’albero di Elena Salmistrano si troverà Piazza XXV Aprile dal 17 al 22 aprile

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