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Le professioni Made in Italy amate dai giovani

Addio al successo facile: secondo uno studio i giovani vogliono impegnarsi in mestieri in cui l’Italia eccelle

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La fama effimera, spesso veloce più di una cometa, che danno i reality e le trasmissioni televisive non affascinano più i giovani. Che invece ricominciano a scegliere percorsi professionali che per tradizione sono associati all’eccellenza italiana. Le professioni Made in Italy vincono sui successi illusori dello spettacolo: lo afferma uno studio realizzato dall’agenzia di comunicazione Klaus Davi and company. La ricerca è stata effettuata su un campione di 500 giovani tra i 18 e 30 anni, in occasione della realizzazione di un documentario sul ‘Made in’. Le scorciatoie verso il successo hanno abbagliato molti giovani negli anni passati, ma sta risultando evidente che non portano affatto alle stelle.

I giovani riscoprono le professioni del Made in Italy

Il mondo dello spettacolo e del successo facile appare ‘illusorio’, ingannevole e fittizio. Mentre oggi si cerca un lavoro che possa avere anche uno sbocco internazionale. Secondo lo studio, solo 5 ragazzi su 100 sognano di fare i ‘tronisti’ o di partecipare ai reality. Invece un corposo 56% opta per professioni più concrete, magari legate alle eccellenze italiane.

Tra i mestieri più ambiti, quello dello stilista, creativo e di successo. Segue il designer di occhiali, ruolo cruciale di un settore che è il fiore all’occhiello del Made in Italy. Terzo posto per il sarto, considerato un mestiere antico che grazie alle tecnologie è tornato ad affascinare. In quarta posizione l’orafo, che attira sempre più ragazzi grazie allo sviluppo di scuole orafe. A seguire abbiamo il settore calzaturiero. Non solo moda: l’arredatore o designer d’interni sono professioni che ottengono numerose preferenze tra i soggetti intervistati.

Naturalmente le nuove professioni legate al marketing e alla tecnologia si stanno facendo sempre più spazio. Molti i millennials che vorrebbero costruire una carriera in ambito digitale. Vengono citate per esempio il project manager o l’ingegnere di software. Dal punto di vista più tecnico, si torna a menzionare l’occhialeria con gli addetti al controllo della qualità e tecnici all’interno della filiera. Ancora, tra le professioni auspicate c’è quella del viticoltore. Il vino rappresenta uno sbocco di grande impatto, considerati i successi che la produzione italiana continua a macinare all’estero. Chiude questa speciale lista, un po’ a sorpresa, il ceramista, mestiere dall’antichissima tradizione nel nostro Paese e ancora molto richiesto all’estero.

Per realizzare il documentario sul ‘Made in’ sono stati intervistati big della nostra occhialeria come Giorgio Valmassoi (Thema Optical), Barbara De Rigo (De Rigo), Giovanni Carlino (Italia Independent) e Jacopo Romano (AVM 1959). Lo potete vedere qui.

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