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Le rughe parlano di te: ecco cosa dicono

Le persone che presentano grinze intorno agli occhi trasmettono emozioni più intense e sincere: lo afferma uno studio pubblicato sulla rivista Emotion

sincerità rughe
Courtesy of©ValuaVitaly/iStock

Ammettiamolo, quale donna (ma anche uomo) pensa che le rughe siano affascinanti? Poche persone identificano in questo segno del tempo un elemento di bellezza. In realtà non tutti i mali vengono per nuocere. Stando a quanto si legge sul Daily Mail, infatti, le tanto odiate grinze potrebbero stupire. Ebbene sì, sarebbero sinonimo di sincerità.

Sincerità e rughe, lo strano nesso

La conferma arriva da uno studio, condotto dai ricercatori della Western University e dell’Università di Miami, pubblicato sulla rivista Emotion. A loro avviso il cervello umano associa le rughe presenti intorno agli occhi che si manifestano quando si sorride o si aggrottano le sopracciglia (Duchenne marker) a persone che trasmettono emozioni più intense. E sincere. Gli esperti, al fine di giungere alla conclusione, hanno mostrato a coloro che hanno partecipato alla ricerca due foto (con o senza il marcatore di Duchenne). L’obiettivo? Comprendere quali espressioni il cervello percepisce, involontariamente, come più importanti.

La ricerca

Hanno usato un metodo chiamato “visual rivalry” che porta il cervello a fare una sorta di selezione. Tra più immagini predilige quella che identifica come più rilevante. “I sorrisi e le espressioni tristi nei visi con il marcatore di Duchenne sono risultati più sinceri e intensi” – ha dichiarato il Dott. Julio Martinez-Trujillo, autore principale dello studio.

Le espressioni sono lo specchio delle emozioni

Gli autori ritengono che lo studio possa rappresentare un passo notevole verso la comprensione del perché le espressioni facciali sono così importanti. Proprio così, ci possono aiutare a capire le emozioni.

Quando hai interazioni sociali hai bisogno di capire se una persona è sincera o meno” – ha detto Martinez-Trujillo. L’esperto si è poi chiesto se il tutto possa essere valido anche per i soggetti autistici. Questi, infatti, spesso fanno fatica a percepire le emozioni degli altri. “Ci chiediamo se questa difficoltà possa avere a che fare con l’incapacità di percepire questi indicatori facciali”.

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