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Banane Cavendish a rischio estinzione

Il frutto più venduto e consumato nel mondo potrebbe sparire dalla circolazione a causa di un fungo che minaccia le piantagioni

banane Cavendish
Courtesy of©Floortje/iStock

Una brutta notizia interessa gli amanti della frutta. Stando a quanto si legge sul Daily Mail a essere in pericolo sarebbero le banane Cavendish. Parliamo della specie più diffusa e consumata nel mondo: a quanto pare sarebbero a rischio di estinzione. Ebbene sì, la minaccia arriverebbe dalla cosiddetta malattia di Panama. Si tratta di un’infezione fungina diffusa in Asia, Africa, Medio Oriente, Australia e Centro America.

Banane Cavendish a rischio

La situazione si farà seria, per non dire catastrofica, nel momento in cui la malattia dovesse raggiungere il Sud America. E’ proprio qui, infatti, che si produce la varietà che tutti noi siamo soliti acquistare. A lanciare l’allarme sono stati alcuni ricercatori britannici. “Arrestare le esportazioni di banane dai Paesi colpiti potrebbe essere un modo per frenare la diffusione della malattia” – ha dichiarato al MailOnline il Dott. Gert Kema dell’Università di Wageningen.

L’allarme dei ricercatori

Secondo Richard Allen, del Royal Botanic Gardens di Kew, le uniche specie in grado di sopravvivere alla malattia si trovano in Madagascar. Si crede che il clima tropicale dell’isola abbia avuto un ruolo cruciale nella selezione di una specie di banano selvatico in grado di far fronte agli attacchi del parassita. Al momento però a sopravvivere sono solamente cinque esemplari. Proprio per questo motivo la pianta è stata inserita nell’elenco delle specie mondiali a rischio estinzione. “Questi alberi non hanno la malattia di Panama, quindi forse hanno delle caratteristiche genetiche che consentono loro di contrastarla” – ha detto Allen.

Poichè questa pianta produce dei frutti non gradevoli al palato, si potrebbe tentare, con un’operazione genetica, di formare un ibrido tra le due specie. Così facendo da una parte si andrebbero a produrre dei frutti commestibili e, dall’altra, si assicurerebbe la resitenza alla malattia di Panama. A darne conferma è stata la dottoressa Hélène Ralimanana del Kew Madagascar Conservation Center.

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