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Motocicletta, il mito come arte in una mostra a Torino

A distanza di vent’anni dalla mostra The Art of Motorcycle del Guggenheim Museum di New York, alla Reggia di Venaria 50 modelli di moto dialogano con opere d’arte contemporanea

motocicletta
ARTHEMISIA

E’ dedicata al mondo della motocicletta la mostra ospitata alla Reggia di Venaria aperta fino al 24 febbraio 2019. Si tratta di Easy Rider. Il mito della motocicletta come arte. Curata da Luca Beatrice, Arnaldo Colasanti, Stefano Fassone, l’esposizione è allestita spazi della Citroniera delle Scuderie Juvarriane. L’iniziativa vede oltre cinquanta modelli di moto dialogare con opere d’arte contemporanea. Un’inedita combinazione questa, sospesa tra arte e società che illustra un oggetto “mitico”, la motocicletta. Ma soprattutto uno stato dell’animo umano: la motocicletta come metafora del viaggio, della libertà, della trasgressione e della ricerca di sé. Le moto fanno infatti, sognare. Le loro forme ardite, la melodia del motore, i colori sgargianti dei serbatoi rappresentano la fuga dal mondo verso l’infinito.

Allestimento mostra

Motocicletta: i modelli in mostra

Sono numerosi i modelli di motociclette esposti a Venaria. Molti di questi evocano film leggendari, come il chopper di “Easy Rider”, la Triumph Bonneville che Steve McQueen guidava ne “La Grande Fuga”. Oppure ancora i bolidi da gran premio, la MV Agusta di Giacomo Agostini, la Yamaha di Valentino Rossi. Altri veicoli fanno un tutt’uno con il viaggio e l’avventura. È il caso della mitica Vespa di Bettinelli che ha percorso 24.000 km da Roma a Saigon. Non mancano le special che hanno attraversato il deserto di sabbia della Parigi-Dakar.

1969: la cantante Francoise Hardy con la sua motocicletta

Le opere d’arte in esposizione

Nel percorso espositivo ritroviamo Antonio Ligabue con “l’Autoritratto con moto” Mario Merz con “Accelerazione = sogno”, storica installazione esposta i diversi musei a partire dal 1972. E poi ancora Pino Pascali con “9 mq di pozzanghere”, Alighiero Boetti con “Rosso Guzzi” e “Rosso Gilera”. In esposizione anche la grande scultura “Vejo” di Giuliano Vangi e le fotografie inedite di Gianni Piacentino High Speed Memories (1971- 1976). Queste ultime testimoniano la sua attività nelle corse in sidecar e la scultura Self Portrait Race. Da non perdere i dipinti di Paul Simonon, ex bassista dei Clash, appassionato collezionista di moto.

Antonio Ligabue – Autoritratto con moto
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