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Colesterolo cattivo, la rivincita del formaggio

Consumare regolarmente prodotti caseari, ricchi di grassi saturi, non rappresenta una minaccia per la salute: lo affermano i ricercatori dell’University College di Dublino

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Courtesy of©a_namenko/iStock

Il formaggio è uno di quegli alimenti che piace tanto quanto spaventa. Ebbene sì, consumarlo in maniera smodata potrebbe compromettere la propria salute, soprattutto quella di cuore e arterie. Stando a quanto si legge sul Daily Mail, in realtà, questo mito sarebbe stato sfatato dai ricercatori dell’University College di Dublino e dalla loro ricerca pubblicata sul The American Journal of Clinical Nutrition. A loro avviso, infatti, mangiare una porzione da 120 g di formaggio (ad elevato contenuto di grasso) ogni giorno, per sei settimane, abbasserebbe i livelli di colesterolo cattivo nel sangue.

Ciò contraddice le precedenti affermazioni secondo le quali il formaggio, avendo un alto contenuto di grassi saturi, potrebbe intasare le arterie.

La coordinatrice della ricerca, la Dott.ssa Emma Feeney ha dichiarato: “Dobbiamo smetterla di pensare agli alimenti soltanto in termini di contenuto di grassi e, soprattutto, di grassi saturi. Bisognerebbe invece considerarli nella loro interezza, cioé valutare tutti i nutrienti che contengono e i rapporti tra di loro”. Sebbene la Dott.ssa non raccomandi di assumere 120 grammi di formaggio al giorno, ha tuttavia affermato: “Le porzioni di formaggio raccomandate non comportano alcun pericolo”.

Colesterolo cattivo, via libera al formaggio

I ricercatori hanno chiamato in causa 164 volontari in sovrappeso. Tutti di età superiore ai 50 anni a cui è stato chiesto di seguire cinque diverse diete. Hanno quindi verificato quale potesse essere l’impatto sul fisico di cibi quali formaggi, yogurt, latte e burro. Quarantasei partecipanti hanno mangiato 120 g di formaggio irlandese integrale, ogni giorno, per sei settimane. Altre quarantacinque persone hanno consumato cheddar a ridotto contenuto di grassi. Oltre a 21 g di burro.

Quarantadue volontari hanno invece assunto 49 g di burro, 30 g di caseinato di calcio. Così come un supplemento di calcio di 500 mg. I rimanenti 31 soggetti non hanno mangiato formaggio per sei settimane prima dell’inizio dello studio. Successivamente, invece, hanno consumato 120 g di formaggio irlandese integrale ogni giorno. Per quanto? Per tutta la durata della prova. A tutti i partecipanti è stato inoltre chiesto di limitare l’assunzione di latte.

La ricerca

I risultati suggeriscono che coloro che avevano mangiato formaggi a basso contenuto di grasso, burro e integratori di prodotti lattiero/caseari, hanno sì riscontrato un minor livello di colesterolo, tuttavia la maggiore riduzione si è verificata tra coloro che avevano consumato formaggi a elevato contenuto di grassi.

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