sfilate: alta moda roma primavera/estate 2005

Alta Moda: lusso no limits - part II

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Alta Moda: lusso no limits - part II

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Alta Moda: lusso no limits - part II

Granati, corniole, agate, ametiste, perle, ambre avventurine, madreperla e coralli. Sono le pietre le vere protagoniste dei nuovi accessori-gioiello disegnati esclusivamente per Alta Roma da Bureau De Chance. Giunte alla loro seconda collezione Lara Canal, e Stefania Bertoni, hanno presentato una performance con uomini e donne sulle note di una musica vintage francese. Sulla passerella smoking e denim insieme, grazie alla rielaborazione dei 501 e al recupero dei pantaloni smoking. Secondo Bureau de Chance il lusso non nasce dallo sfarzo ma dal recupero dei materiali e della loro storia. Decoro e riciclo danno origine così a colletti militari,  revers scozzesi, colli in maglia, cravatte, polsi e camice di cotone sono ricamati, attraversati e sostenuti da fili di pietre e perle.
Prima sfilata in Italia per lo stilista belga Peter Ceursters di Fragma (foto) che porta sul palco dell’auditorium “Butterflies & Pleasures, ovvero la sua collezione di prêt à porter per la  primavera-estate 2005. A fare da sfondo alla sfilata-evento le immagini di “Guerra e Pace” e uno splendido tableau vivant. Peter Ceursters rappresenta una novità nel panorama creativo belga contemporaneo. Interprete di una moda destrutturata che gioca sulla fluidità dei tessuti, ama la sensualità, le sete fluide e le giacche asimmetriche.
Atmosfere retrò e indiane per la sfilata di Camillo Bona che ha celebrato il suo decimo anni di presenza nel calendario dell’Alta Moda romana. Una sfilata, quella di Bona, tra passato e futuro. Ad aprire lo show, dieci abiti rappresentativi del decennio più prolifico del Sarto, con altrettante paure di gioielli creata dalla gioielleria Ansuini, la più antica di Roma. La collezione primavera-estate 2005 ha poi tubini in pizzo multistrato, bustier minimal su gonne a ruota, sari indiani riletti in chiave occidentale che diventano così ampie gonne. I ricami, realizzati sulle giacche e sulle gonne, sono ispirati ai suggestivi disegni dei pavimenti in marmo del mausoleo indiano “I’Timad Ud-Daulah”, dell’antico impero “Moghul” iniziato nel 1526 e conclusosi nel 1858 con la repressione degli inglesi e l’incoronazione, con il titolo di imperatrice delle Indie, della regina Vittoria.
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