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Wendelien Daan: i suoi nudi come dipinti classici
Wendelien Daan: i suoi nudi come dipinti classici
Federica Filice
- 27/11/2003
Le piacerebbe essere in grado di catturare in una foto un’immagine materiale, nello stesso modo in cui l’occhio nudo registra la bellezza”. E si ispira a Mondrian.
Chiunque veda le immagini pure e tecnicamente perfette di Wendelien Daan non penserebbe mai di trovarsi di fronte all’opera di un’autodidatta. Infatti W. Daan (1965), una laurea del dipartimento di moda dell’Istituto d’Arte di Arnhem, sostiene di aver percorso la strada che l’ha portata a perfezionare un’immagine generale: come? Prendendo una scorciatoia: fotografare le collezioni dei suoi compagni di corso all’Istituto. L’artista ha definito in questo modo il suo stile e oggi stampa le proprie foto con un’assoluta precisione e attenzione ai particolari, creando immagini scultoree splendidamente pure. Nelle foto i suoi occhi rimodellano i piani esteriori che circondano la figura umana. Sebbene siano allegoriche, le sue opere riportano la mente alla chiarezza grafica di Mondrian, mentre l’intensità dei giochi di luce e ombra che scivolano sui corpi ci ricorda Vermeer. “Mi piacerebbe essere in grado di catturare in una foto un’immagine materiale, nello stesso modo in cui l’occhio nudo registra la bellezza” dice la Daan. Per questo motivo non esistono nei suoi lavori contorni sfocati, sfondi e primi piani che siano messi a fuoco con la stessa nettezza. Le sue storie di nudi sembrano dipinti classici: la differenza sta nel fatto che le sue modelle dominano il piano della foto, celando la propria nudità che spesso genera inquietudine, all’osservatore profano. In realtà il gioco di luci e ombre della Daan e la sua padronanza di un linguaggio del corpo sia aperto che chiuso, attirano lo sguardo ed enfatizzano la forza femminile.
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