"E io ci sto"
12/06/2006
"E io ci sto"
Rino Gaetano
Quando si alza la temperatura, si sa, la voglia di musica, canzoni e divertimento aumenta.
Per capire quale sarà il tormentone dell’estate, quale motivetto verrà fischiettato in spiaggia e ballato alle feste a bordo piscina bisognerà aspettare ancora qualche tempo.
Certo è che questa estate 2006 sarà caratterizzata da due chiare tendenze: il ritorno agli anni ’80 celebrato da recenti, fortunatissime pellicole italiane (da Notte prima degli Esami di F. Brizzi a L’estate del mio primo bacio di Carlo Virzì, fratello minore del più noto Paolo) e la riscoperta-celebrazione della musica di Rino Gaetano, il cantautore crotonese scomparso in un drammatico incidente stradale sulla Via Nomentana, a Roma, 25 anni fa (2 giugno 1981). Dopo Sergio Endrigo, Carmelo Bene, Pierpaolo Pasolini e Gaber, il percorso della memoria portato avanti dal comune di Roma - assessorato alle Politiche culturali prosegue con l'omaggio a Rino Gaetano, organizzato con la fondazione Musica per Roma. Con il concerto ''E io ci sto'', presso la sala Sinopoli dell'Auditorium Parco della Musica di Roma, artisti, cantanti, attori e musicisti hanno ricordato come Ma il cielo è sempre più blu, Mio fratello è figlio unico, Gianna, Aida…siano tutt’oggi non solo grandi successi popolari conosciuti a memoria da una generazione che Rino non ha neppure fatto in tempo a conoscere dal vivo, ma soprattutto indimenticabili pezzi di storia della canzone d’autore italiana.
Una serata unica per la location ed emozionante per la passione con cui il cast di artisti ha re-interpretato i più noti successi del più anticonformista degli autori italiani degli anni ’70.
Francesco Baccini, Luca Barbarossa, Bugo, Sergio Cammariere, Caraserena, Simone Cristicchi, Rino Gaetano Band, Pino Marino, Marco Moranti (che nel 2002 inserì nel sul LP un inedito di Gaetano, “Io nuoto a farfalla”), Andrea Rivera, Bobo Rondelli, Têtes de Bois con Angela Baraldi ci hanno ricordato, anche grazie ai contributi critici e alle testimonianze di Bruno Franceschelli, Dario Salvatori, Gino Castaldo, che Rino fu il primo a dire sinceramente “basta” con gli snobismi della canzone colta o impegnata a favore di sonorità umane e davvero vicine alla sensibilità comune. I suoi sono motivi “pop” a tutti gli effetti così come pop-olari sono i testi da lui scritti che, per parafrasare uno dei suoi pezzi più struggenti non possiamo non definire “pieni di sale”. Luca Barbarossa, che ricorda di aver conosciuto bene Rino perché poco prima di morire (a soli 31 anni), si stava costruendo casa al mare proprio affianco alla sua, lo definisce un uomo sensibile e sincero. Vicino ai contadini perché lui veniva dai campi e vicino anche agli emarginati perché lui in fondo lo è sempre stato.
Accusati all’epoca di superficialità e disimpegno politico, canzoni come Berta Filava, Nuntereggae più, E io ci sto, sono tornati oggi, dopo 25 anni, a essere ascoltate, ballate e cantate ispirando titoli di libri, comparendo negli spot pubblicitari, prestando il titolo a programmi tv (ricordate la trasmissione Ma il cielo è sempre più blu di Panariello?), offrendosi a facili attualizzazioni politiche e culturali da parte dell’elite di sinistra che a lungo le aveva bollate come “poco serie”.
Un processo di riscoperta della canzone italiana spensierata ma non per questo “vuota” che caratterizzerà, attraverso numerose iniziative, tutta l’estate 2006.
RaiTre ha dedicato a Gaetano uno speciale all’interno del programma Ritratti, costituito da una ricca carrellata di immagini, alcune inedite molto belle, accompagnate dalla sua voce e dalle sue canzoni. Viene ripercorsa la sua biografia dalla nascita a Crotone fino al trasferimento a Roma con la famiglia e poi in collegio, dove inizia a maturare il suo talento appuntando frasi e idee su un quadernetto fatto di immagini e canzoni.
Così recitava il primo “lancio” promozionale dell’ufficio stampa della It, la sua casa discografica, nel 1974: “La It estrae dalla manica un altro dei suoi cantanti off limits: Rino Gaetano. Le sue canzoni gli nascono da sole in un certo modo e lui dice che non può farci niente. La sua formazione è tipicamente underground: folk studios ma anche osterie e treni, teatri off e giri in provincia, ma anche all’estero”. Il cantante voleva distruggerlo…
Dario Salvatori, critico di RadioScrigno (Rai) che lo conobbe e fu suo amico, lo conserva ancora. Per tutti i fan, ma anche per quelli che ancora non sono stati contagiati dalla Rino-mania, gli appuntamenti con la Rino Gaetano Band di Anna Gaetano sono molteplici: il 17 giugno alla "Festa della Birra" - Bresseo di Teolo (Padova), il 22 giugno alla "Fiera di Soliera" di Modena, il 19 luglio alla"Festa dell'Unità" di Bologna, il 20 agosto al "Ravello Festival”, il 21 agosto alla "Festa di piazza" di Viggianello Montepollino.
Claudia Russo
Per capire quale sarà il tormentone dell’estate, quale motivetto verrà fischiettato in spiaggia e ballato alle feste a bordo piscina bisognerà aspettare ancora qualche tempo.
Certo è che questa estate 2006 sarà caratterizzata da due chiare tendenze: il ritorno agli anni ’80 celebrato da recenti, fortunatissime pellicole italiane (da Notte prima degli Esami di F. Brizzi a L’estate del mio primo bacio di Carlo Virzì, fratello minore del più noto Paolo) e la riscoperta-celebrazione della musica di Rino Gaetano, il cantautore crotonese scomparso in un drammatico incidente stradale sulla Via Nomentana, a Roma, 25 anni fa (2 giugno 1981). Dopo Sergio Endrigo, Carmelo Bene, Pierpaolo Pasolini e Gaber, il percorso della memoria portato avanti dal comune di Roma - assessorato alle Politiche culturali prosegue con l'omaggio a Rino Gaetano, organizzato con la fondazione Musica per Roma. Con il concerto ''E io ci sto'', presso la sala Sinopoli dell'Auditorium Parco della Musica di Roma, artisti, cantanti, attori e musicisti hanno ricordato come Ma il cielo è sempre più blu, Mio fratello è figlio unico, Gianna, Aida…siano tutt’oggi non solo grandi successi popolari conosciuti a memoria da una generazione che Rino non ha neppure fatto in tempo a conoscere dal vivo, ma soprattutto indimenticabili pezzi di storia della canzone d’autore italiana.
Una serata unica per la location ed emozionante per la passione con cui il cast di artisti ha re-interpretato i più noti successi del più anticonformista degli autori italiani degli anni ’70.
Francesco Baccini, Luca Barbarossa, Bugo, Sergio Cammariere, Caraserena, Simone Cristicchi, Rino Gaetano Band, Pino Marino, Marco Moranti (che nel 2002 inserì nel sul LP un inedito di Gaetano, “Io nuoto a farfalla”), Andrea Rivera, Bobo Rondelli, Têtes de Bois con Angela Baraldi ci hanno ricordato, anche grazie ai contributi critici e alle testimonianze di Bruno Franceschelli, Dario Salvatori, Gino Castaldo, che Rino fu il primo a dire sinceramente “basta” con gli snobismi della canzone colta o impegnata a favore di sonorità umane e davvero vicine alla sensibilità comune. I suoi sono motivi “pop” a tutti gli effetti così come pop-olari sono i testi da lui scritti che, per parafrasare uno dei suoi pezzi più struggenti non possiamo non definire “pieni di sale”. Luca Barbarossa, che ricorda di aver conosciuto bene Rino perché poco prima di morire (a soli 31 anni), si stava costruendo casa al mare proprio affianco alla sua, lo definisce un uomo sensibile e sincero. Vicino ai contadini perché lui veniva dai campi e vicino anche agli emarginati perché lui in fondo lo è sempre stato.
Accusati all’epoca di superficialità e disimpegno politico, canzoni come Berta Filava, Nuntereggae più, E io ci sto, sono tornati oggi, dopo 25 anni, a essere ascoltate, ballate e cantate ispirando titoli di libri, comparendo negli spot pubblicitari, prestando il titolo a programmi tv (ricordate la trasmissione Ma il cielo è sempre più blu di Panariello?), offrendosi a facili attualizzazioni politiche e culturali da parte dell’elite di sinistra che a lungo le aveva bollate come “poco serie”.
Un processo di riscoperta della canzone italiana spensierata ma non per questo “vuota” che caratterizzerà, attraverso numerose iniziative, tutta l’estate 2006.
RaiTre ha dedicato a Gaetano uno speciale all’interno del programma Ritratti, costituito da una ricca carrellata di immagini, alcune inedite molto belle, accompagnate dalla sua voce e dalle sue canzoni. Viene ripercorsa la sua biografia dalla nascita a Crotone fino al trasferimento a Roma con la famiglia e poi in collegio, dove inizia a maturare il suo talento appuntando frasi e idee su un quadernetto fatto di immagini e canzoni.
Così recitava il primo “lancio” promozionale dell’ufficio stampa della It, la sua casa discografica, nel 1974: “La It estrae dalla manica un altro dei suoi cantanti off limits: Rino Gaetano. Le sue canzoni gli nascono da sole in un certo modo e lui dice che non può farci niente. La sua formazione è tipicamente underground: folk studios ma anche osterie e treni, teatri off e giri in provincia, ma anche all’estero”. Il cantante voleva distruggerlo…
Dario Salvatori, critico di RadioScrigno (Rai) che lo conobbe e fu suo amico, lo conserva ancora. Per tutti i fan, ma anche per quelli che ancora non sono stati contagiati dalla Rino-mania, gli appuntamenti con la Rino Gaetano Band di Anna Gaetano sono molteplici: il 17 giugno alla "Festa della Birra" - Bresseo di Teolo (Padova), il 22 giugno alla "Fiera di Soliera" di Modena, il 19 luglio alla"Festa dell'Unità" di Bologna, il 20 agosto al "Ravello Festival”, il 21 agosto alla "Festa di piazza" di Viggianello Montepollino.
Claudia Russo