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Lucky Luciano

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Quel bravo ragazzo.

L'articolo che segue è l'intervista a Lucky Luciano che Raymond Chandler realizzò nel 1958 a Napoli per conto del "London Sunday Times". L'intervista non venne mai pubblicata. Helga Green, l'agente letterario di Chandler che assistette all'incontro, riferì al giornale che alla fine i due uomini erano totalmente ubriachi.

Ripubblicato nel 2000 dall'editore statunitense Grove Atlantic in un libro di Frank Macshane e Tom Hiney dal titolo "The Raymond Chandler papers", l'articolo non si presenta come una vera e propria intervista, nel senso puro del genere - date forse le circostanze -, tuttavia ha qualcosa di avvincente.

Più noto al grande pubblico per le sue detective stories, Chandler produsse nel corso della sua vita una varietà di testi, lettere e poesie sugli argomenti più disparati, che riflettono lo spirito di uno scrittore non convenzionale.

Così è come lo chiamano a Napoli dove nessuno che io abbia incontrato aveva una parola scortese per lui. Senza dubbio la polizia napoletana ce l'aveva, ma non sono andati molto lontano recentemente nel perseguire un'azione legale nei suoi confronti. Non lo ha fatto neppure l'Ufficio Americano della Narcotici, che attualmente è sotto il controllo dell'Attorney General Brownell, che, per quanto ne so, è stato il direttore della campagna dell'uomo che accusava Luco.

Il suo vero nome è Charles Luciano Lucania. E' conosciuto al pubblico della stampa come Lucky Luciano. "Lucky" in che senso? Si ritiene che sia un uomo molto malvagio, il multimiliardario a capo di un'associazione mondiale di narcotici. Non credo che sia né l'uno né l'altro. Mi è sembrato tanto simile a un duro gangster quanto io assomigli al compianto Mussolini. Ha una voce morbida, una triste faccia paziente, ed è estremamente cortese in ogni modo. Potrebbe essere tutta una facciata, ma non credo di essere facilmente ingannabile. Un uomo che è stato coinvolto in crimini brutali porta un segno. Luciano sembrava essere un uomo solitario che è stato tormentato senza fine e nonostante ciò privo di rancore. Mi è piaciuto e non avevo nessuna ragione per pensare il contrario. Probabilmente non è perfetto, ma neppure io lo sono.

La sua storia risale a molto tempo fa, e molte persone potrebbero aver dimenticato quale mostro era pronto a diventare. Nato in Sicilia, portato in America dai suoi genitori da bambino è cresciuto in un quartiere difficile di New York. Gli immigrati italiani e siciliani sono solitamente troppo poveri per vivere in luoghi che non siano quartieri popolari.  Ammette di essere stato coinvolto all'età di diciassette anni in alcuni affari legati al mondo della droga. Più tardi, durante l'era del proibizionismo, divenne un contrabbandiere e proprietario di case da gioco. Così, considerando i suoi svantaggi, deve essere stato un uomo molto abile.

Certamente queste erano attività illegali al di fuori della legge, ma pochi americani fatta eccezione per i piedi piatti e i fanatici hanno mai creduto nel proibizionismo. La maggior parte di noi andava nei bar clandestini e acquistava bevande illegali quasi apertamente: "la maggior parte di noi" includeva giudici, pubblici ufficiali e membri del governo. Ricordo che in un night club a Culver City, una città vicino a Los Angeles dove sorgevano gli studios di Metro Goldwyn, due poliziotti erano sempre in servizio - non per tenerti lontano dall'acquisto dei liquori, ma per impedirti di portare i tuoi invece di acquistarli dalla casa.

Il proibizionismo è stato uno dei nostri peggiori errori. Ha arricchito le bande criminali e le ha rese abbastanza potenti da organizzarsi su scala nazionale, così che oggi sono pressoché intoccabili. Quanto al gioco d'azzardo, in un modo o nell'altro è legale o autorizzato quasi ovunque in America. Scommettere sulle corse dei cavalli al trotto è più che legale; è una valida fonte di guadagno per vari stati.

Spesso cerchiamo di salvare la nostra coscienza selezionando un capro espiatorio altamente pubblicizzato in modo da creare l'illusione che le nostre leggi siano state rafforzate con inflessibilità. Nel 1936 Luciano aveva raggiunto una posizione sufficientemente eminente per essere selezionato. Molti di questi capri espiatori sono colpevoli, alcuni sono colpevoli per metà o in modo dubbio, e altri - non molti, spero - sono stati incastrati.

Credo che Luciano sia stato deliberatamente incastrato dal pubblico ministero. Era al di fuori della legge, tecnicamente parlando, ma non credo per il reato di cui fu accusato: la prostituzione forzata, per la quale fu condannato, non aveva nulla a che fare con le sue reali attività.  E' stato prima di tutto processato sulla stampa, che è un aspetto spiacevole della nostra maniera di vivere, dacché se un uomo è stato insultato abbastanza a lungo e pesantemente, il suo effettivo processo in tribunale lo rende colpevole fin dall'inizio.  Il giudice Jerome Frank nel suo libro postumo "Not Guilty" dice di un certo caso: "L'accusa impiegò come principali testimoni un informatore, una prostituta drogata che riceveva le sue dosi dal governo come pagamento per le informazioni che passava sugli altri". Se un'agenzia del governo può abbassarsi a tanto, non sorprende che tanti americani, incluso me stesso, considerino il destino di un uomo in tribunale come una partita di blackjack o di vingt-et-un. Quello che ti succede dipende da come escono le carte, da quanto è bravo il tuo avvocato, se puoi permettertene uno bravo, da quanto stupidi o intelligenti sono i membri della giuria, e la maggior parte di loro è stupida senza speranza, perché un uomo intelligente riesce a trovare di solito una maniera per sottrarsi ai doveri della giuria.

Una delle peggiori minacce di ogni reale giustizia è il tanto tempo a disposizione degli editorialisti dei giornali. Sono decisi a creare effetti sensazionali a qualsiasi costo; non si preoccupano per nulla del destino delle persone che attaccano, e ancora meno della verità. In un certo modo sono peggiori dei criminali che attaccano. Un editorialista, di cui ho scordato il nome fortunatamente, aveva affermato che una celebre star del cinema aveva preso un milione di dollari in cash da Luciano a Cuba. Questa star, che mi è capitato di conoscere, non aveva mai posato gli occhi su Luciano, e dubito fortemente che Luciano abbia mai avuto un milione di dollari, o qualcosa di simile.

Così giunse in tribunale davanti a dodici uomini onesti e puri, le cui menti, se erano in grado di leggere, erano già state corrotte dalla stampa, e se non erano in grado di leggere, c'era comunque la radio.

Ogni testimone contro Luciano faceva fronte al processo per un crimine, e non per la prima volta. Il pubblico ministero aveva isolato un certo numero di signore dei bordelli in "custodia preventiva", con il pretesto di proteggerle. Durante questo isolamento erano state senza dubbio totalmente allenate su quale prova dare e come darla, ed era stata promessa loro l'immunità se avessero svolto bene il lavoro. Naturalmente, non c'è alcun documento legale di questo. Il principale testimone contro Luciano era un uomo fermato con l'accusa di furto con scasso. Se condannato, avrebbe perso la causa per la quarta volta, cosa che nello stato di New York avrebbe richiesto automaticamente un ergastolo - uno vero, non nominale. Avrebbe probabilmente testimoniato che sua madre era un'avvelenatrice recidiva, se gli fosse stata promessa l'immunità. Disse che aveva frequentato Luciano per otto o nove anni e che Luciano gli aveva recentemente offerto un lavoro per 40 dollari al mese come esattore delle case di prostituzione. Questo mi fa ridere istericamente, ma non con piacere. Se avesse detto 400 dollari alla settimana o 1000, non mi sarei scomposto. Ma 40 dollari alla settimana per quello? Assurdo. Mi dà un sottile piacere sapere che questo testimone più tardi, dopo che l'accusatore se n'era uscito dall'ufficio, aveva ritrattato la sua testimonianza e aveva dichiarato di aver solo visto Luciano in un bar.

Un giudice può essere l'uomo più onorevole del mondo, ma non può fare di più che dare istruzioni alla giuria al meglio delle sue possibilità. Se le loro opinioni si sono già formate, è senza speranza. Può sembrare che nel caso di Luciano la sentenza sia stata piuttosto eccessiva, ma non giudicherò questo. Ha avuto da 30 a 50 anni - quasi una consuetudine.

Scontò la pena per dieci anni e poi, per qualche procedura esecutiva piuttosto inusuale, è stato rilasciato e spedito a Sing Sing per essere deportato. E' stato graziato col pretesto di aver fornito alle forze armate valide informazioni per l'invasione della Sicilia. Le forze armate devono essersi schiantate dalle risate. Al massimo tutto quello che Luciano avrebbe potuto dir loro della Sicilia era che si trattava di un'isola. Probabilmente già sapevano più cose della Sicilia dei siciliani. La vera ragione del suo rilascio avrebbe potuto essere sicuramente una sola cosa: che i suoi legali avevano rafforzato l'evidenza che era stato incastrato ed erano preparati ad usarla contro il pubblico ministero, ora una figura di spicco della politica. Ha costruito la sua carriera su convinzioni spettacolari. Ma non ha mai ottenuto quello che voleva. Noi americani non siamo stupidi. Alle volte possiamo sembrare degli sciocchi, ma all'occorrenza sappiamo distinguere un gatto da un leopardo.

Luciano andò a Roma, ma la polizia gli rese la vita impossibile. Andò a Cuba, e la gente della Narcotici Americana gli salò addosso. Andò a Napoli. La polizia lo sorvegliava costantemente. Cambiava residenza ogni pochi mesi. Non servì a niente. L'America è diventata un impero. I suoi soldi e la sua influenza penetrano ovunque fuori dalla Cortina di Ferro. Nulla può restituirgli la sua vita o la sua libertà. Il lavoro su di lui è stato troppo accurato.
Nessuno conosce tutti i fatti. Posso solo dire le mie impressioni intorno ad un uomo. Se Luciano è stato una persona malvagia, allora io sono un idiota. L'uomo che lo ha condannato ha ottenuto la sua ricompensa - e anche il suo fallimento. Preferisco piuttosto essere un idiota che vive con la sua anima, se ne ha una.

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