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Al Pitti lo streetwear si occupa del sociale
Al Pitti lo streetwear si occupa del sociale
Ilaria Oriente - foto - Silvia Gentili - 22/06/2007
T-shirt con stampe che raccontano crimini di guerra, felpe che accusano l’uomo di essere distruttivo verso la natura, ma non mancano simpatiche avventure di cani e abbigliamento made in South Italy.
Pitti Streetwear
FOTO
Il brand giovane, Dead meat (inteso in senso ampio: la massa che assimila, senza pensarci, qualsiasi messaggio lanciato dalla tv, da internet, e dagli altri media) propone una collezione ricca di capi sperimentali, dalla felpa con le maniche lunghe 1mt e ½ al cappuccio interno stampato con madonna e bambino (in stile Dead meat ovviamente) passando per il girocollo dai tagli molto ricercati. Tripudio di righe bianche e nere, stampe di forte impatto visivo e fumettistiche. Il brand si propone di diventare un polo di artisti e di diffondere le loro opere attraverso l'abbigliamento.
Pharmacy Industry ha come concetto base della sua collezione l’attacco dell’uomo verso la natura, declinato soprattutto sulla sperimentazione del nucleare. Molti i richiami ai test nucleari svolti nelle isole del Pacifico e le conseguenze che ne derivano per la natura. Al via, dunque, t-shirt con farfalle che sciamano, una pistole attaccate dalla natura violenta (api in rivoluzione), fiori tropicali con teschi, quindi legati alla morte. E ancora, la stampa di un volantino risalente ai tempi della guerra fredda che invita le famiglie a costruire un bunker sotto casa; messaggi in codice Morse “la guerra fa schifo”. Non manca la rappresentazione matematica della natura con stampe di felci, meravigliosi frattali.
Il brand Birth, invece, parla dell’Italia del Sud (non è un caso, infatti, che sull’etichetta interna dei capi ci sia inciso Made in South Italy) con la sua ironica filosofia di vita. Le stampe sulle t-shirt variano da macchie di ragù al dilemma del napoletano che emigra a Milano e mangia la pizza preparata da un egiziano, il gioco delle tre carte, macchie di sudore e tanto altro ancora. Collezione divertente, dunque, fatta anche di giacche estive molto fresche e cardigan del nonno a cui si è aggiunto il cappuccio.
La collezione è divisa in 4 linee e gioca con il tema dell’oro. Parliamo del brand Gold che presenta t-shirt, maglieria e jeanseria divisa per etichette: 14 k/18k/ 24k, dove la k sta per carati. I capi contrassegnati con la 24k sono, ovviamente, i più ricercati e costosi. Le camicie sono concettuali, le t-shirt giocano con il logo, i jeans lavati effetto vintage.
Le t-shirt e le felpe Fourious Clothing raccontano le simpatiche avventure del cagnolino Arto, ma non solo: molti dei capi sono stati disegnati e stampati (tutto rigorosamente made in Italy e handmade) da diversi artisti. Divertenti anche le proposte di Marco08Castaldi che presenta una serie di 6 polo ironiche e sociali: dal disegnatore che urina sul museo di Bilbao ad un buffo King Kong che osserva il proprio creatore. I colli delle polo sono attraversati da fili di madreperla.
Si rifanno ai soggetti della street art degli anni Sessanta, quindi macchine fotografiche e motori, le maxi stampe handmade che spuntano sulle t-shirt dai colori fluo firmate Illegitimate. Non manca nella collezione maglieria in cashmere di seta: lusso classico a cui viene applicata una stampa dal tema forte.
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