sfilate: alta moda parigi

Paris. Semaine de la mode

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Terminano le sfilate parigine. Successo per gli stilisti italiani. Gautier e Miyake osannano la natura. La Westwood celebra una donna guerriera.

E’ terminata la kermesse che ha visto Parigi sotto i riflettori della moda internazionale. Otto giorni di grandi sfilate, tra echi d’oriente e giacche da torero, dee greche e marinarette. Ragazze ribelli e donne raffinate, trench e voile, chiffon e calzettoni, fiori e reggicalze. Un tripudio di lusso e malizia, ma anche di semplicità e raffinatezza. Grande successo per gli stilisti italiani, accomunati dalla visione di una donna forte ma non aggressiva. Emozionantissimo il giovane Stefano Pilati, che disegna Yves Saint Laurent e che Vogue America ha inserito nell’elenco dei ‘magnifici sette’. Per lo stilista le giacche diventano boleri super-chic da corrida, i pantaloni sono tagliati al polpaccio e gli abiti decorati con pon pon.

La collezione parigina di Valentino ha raccolto applausi e sorrisi. Lo stilista ha proposto forme sottili, micro giacche, pantaloni a sigaretta, grandi cinture ricamate, abiti da sera con fiori colorati che si ispirano ai vasi Ming. La sua è un’eleganza raffinatamente semplice. Antonio Marras, per Kenzo,  riecheggia gli anni Venti e Trenta, modelle vestite da marinarette con maglie a righe e pantaloni fluttuanti. L’universo femminile di Marras, contempla anche donne che si amano tra loro, una in smoking e l’altra con lungo abito ricamato. Ennio Capasa, di Costume National, intitola il suo defilè ‘Italian Beauty’ ed è un inno alla sartorialità napoletana.

Grasso è bello per Jean Paul Gautier, che ha presentato, come Elena Mirò, modelle formose taglia 48. La collezione si ispira a costumi ungheresi, bretoni e italiani. Nella sala ricoperta di fieno, hanno sfilato coppie lesbiche e omosessuali, con abiti etnici ma conditi di sensualità e trasgressione. Viva la natura anche per Issey Miyake che ha dato vita ad una foresta incanta con modelle vestite di abiti fatti con fibre di bambù vecchio di 200 anni e cappelli-scultura issati sul capo. Tutt’altra musica per Vivienne Westwood che celebra una donna guerrigliera in veletta-passamontagna, che si batte contro il conformismo sentimentale e culturale.

Alexander McQueen, amante delle trasgressioni forti, propone dee greche pronte a scioccare con tuniche dagli orli inguinali, costumi bikini tempestati di brillanti e scandalosi abiti da sacerdotessa con oblò velato sulla schiena che arriva a mostrare i glutei. Gioventù ribelle firmata Chanel. Ragazze che indossano denim e tweed, shorts da ciclista con micro giacche sartoriali e trench con scarpe simili a ghette. La sera sono folgoranti con abiti tempestati di camelie. Guardaroba da seduttrice per Sonia Rykiel dove tutto è un inno al sesso, al cioccolato e agli uomini. Lo chiffon garantisce trasparenze strategiche.

John Galliano irriverente e geniale stilista che, ormai da anni, è il direttore creativo di Dior, ha stupito tutti portando in passerella solo abiti effetto nudo. Per niente scandalosi perché il nudo è solo evocato grazie ad un gioco di tessuti color carne. Il tutto esaltato da decori a contrasto e arricchiti da pizzi neri e biancheria intima. Le passerelle parigine hanno visto sfilare tanti giovani, e grandi nomi, ognuno proponendo la propria tendenza e il proprio gusto. Attendiamo la prossima primavera/estate per scoprire chi detterà moda. Una cosa è certa, la donna che verrà, sarà contraddistinta da raffinatezza e femminilità, a volte guerriera, a volte innocente dea condita con un pizzico di malizia.

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