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Venerdì 3 settembre 2010

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Gaiagu Petit Couture

di Ilaria Oriente -

19/05/2006

Gaiagu Petit Couture

gaiagu

Sono giovani, figli d’arte, estrosi e creativi, con una passione in comune: il tessuto. Si sono incontrati per caso una sera d’estate in un ristorante del Circeo ed insieme hanno partorito un sogno dal nome Gaiagu Petit Couture. Un brand frizzante e giovanile ma che sta conquistando anche le donne più mature, grazie alla qualità, alla vestibilità e all’esclusività del prodotto. Appena usciti con la collezione estiva che ha riscosso un notevole successo, ora sono alle prese con quella invernale 06/07 che promette di non deludere.

Lui: Massimo Bassetti, 29 anni, figlio della storica azienda Bassetti avviata dal nonno tanti anni fa. Cresciuto nei magazzini dell’impresa familiare, in costante contatto con pezze e tessuti, Massimo ha sviluppato una passione per questo lavoro nonché un’esperienza che lo rende grande conoscitore del settore. Figlio del tessuto, quindi, più che della moda, nell’azienda familiare si occupa della vendita del prodotto.

Lei: Gaia Guidotti, 33 anni costumista, cresciuta in una famiglia che della creatività ne ha fatto un baluardo. Nonno pittore, padre architetto e madre costumista. Cresciuta sui set cinematografici,  mentre la madre realizzava abiti per gli attori lei ‘rubava’ pezzi di tessuto avanzati, per poi nascondersi sotto il tavolo e creare collezioni per le sue bambole. Dai 18 anni ha iniziato a lavorare a fianco della madre, partorendo idee che brave sarte mettevano in pratica. Gaia ha creato abiti di scena per serie TV e lungometraggi, spaziando dai costumi d’epoca  a quelli futuristi.
Stile è andato a conoscerli.

Entrambi siete cresciuti tra lino, cotone, seta. Quanta importanza ha il tessuto per il vostro brand?
I tessuti sono, naturalmente, fondamentali.  Utilizziamo quelli prodotti negli anni Settanta, i vecchi filati come cotone, garze di cotone, piccole flanelline molto leggere, in quantità limitata: sono pezze piccole di trenta/quaranta metri al massimo. Come altezza 90cm e non 150 come si fa oggi. Stiamo iniziando a lavorare anche con la seta. I capi sono prodotti esclusivi: una volta terminato il tessuto, non produciamo mai lo stesso modello. Riusciamo a realizzare 10 /15 pezzi per ogni modello, finiti quelli, utilizziamo altri tessuti. I negozianti che hanno scelto di vendere i nostri capi sono entusiasti proprio perché hanno un certo margine di esclusività. E’ il nostro punto di forza: ciò che compri da noi non potrai vederlo indossato da molte altre persone.

Chi di voi due è la testa e chi la mano...
Dove non voglio arrivare io arriva lui e viceversa. La campionatura dei tessuti la facciamo insieme, anche i tagli assieme ai modellisti, in modo da creare abiti che calzino bene. La scelta del tessuto, grazie a Massimo, ha una qualità migliore, e grazie a me è più femminile. Inoltre, Massimo segue perfettamente la mia ‘follia’: comprende la mia passione per i pomodoretti, le piccole penne o le vecchie Fiat: tutte fantasie che si ritrovano nei nostri capi. 

Per quanto riguarda i colori?
Utilizziamo colori che donino luce all’incarnato. La donna vuole sentirsi bene quando sceglie degli abiti e i colori sono fondamentali. Non scegliamo né gli acquerellati né quelli troppo sparati, una via di mezzo, e il bianco e il nero senza esagerare.

Il leit motiv della vostra prima collezione?
La camicia a kimono. Perché è un capo adatto ad ogni occasione: per un aperitivo in barca, da utilizzare come copricostume o da indossare con una paio di jeans e tacchi alti, ed è perfetto per la moda pre-maman Lo utilizzeremo anche per la collezione autunno/inverno 06/07, naturalmente con altri tessuti e variando i tagli, anche per mantenere una sorta di filo conduttore. Stiamo realizzando anche giacche, gonne a kilt in pura lana vergine, short e pantaloni.

La vostra prima collezione è andata letteralmente a ruba. Inoltre utilizzate nomi divertenti per i vostri capi.
Si, l’abbiamo venduta tutta nel giro di poche settimane. Ci divertiamo insieme, vogliamo bene alle nostre creazioni. Per questo gli diamo nomi tipo: loto, fossil, blu power flower, black tokio, golosina, etc…

A che tipo di donne vi rivolgete?
Inizialmente alle trentenni, ma il target si è allargato fino a raggiungere le cinquantenni. Comunque ad un tipo di donna molto femminile. Per la collezione invernale stiamo pensando di rifarci alla moda del primo ‘900: maniche  a sbuffo, lunghi gonnellini, bustier e giacchine avvitate.

Seguite le tendenze?
Le seguiamo involontariamente, te lo diciamo con onestà. In genere non ci documentiamo, realizziamo ciò che ci sentiamo.

Dove trovare gli abiti Gaiagu petit couture?
All’Oca Giuliva in via Ruggiero Fauro 22,  questo negozio vende, a prezzi accessibili, anche mise griffate indossate una sola volta da personaggi dello spettacolo. Connectiv in Piazza Mancini; LOL in Via dei serpenti e da Puppi&Co. in Via della Farnesina. More info: gaiagu@libero.it

Ilaria Oriente



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