La Kore Oscar della moda
12/06/2006
La Kore Oscar della moda
La Kore Oscar della Moda
Kore, figlia di Giove e Demetra, è la dea della femminilità, della fertilità, della sensualità. Il Dio degli Inferi, affascinato dalla sua assoluta bellezza, la rapisce, la porta nel suo regno, rendendola sua sposa. I genitori, disperati, decidono di scendere negli Inferi e trovare un accordo con il padrone delle tenebre per poter riavere la propria figlia. Alla fine, Kore, in realtà Proserpina se si vuole leggere il mito in chiave romana, potrà vivere sei mesi sulla terra e sei mesi agli inferi. Il mito vuole che i mesi in cui Kore vive sulla Terra corrispondano alle stagioni calde, quando la natura è gravida di fiori e spighe, mentre il periodo in cui vive negli inferi alle stagioni fredde, quando orami la natura è dormiente. Secondo alcuni studi, nonostante il mito sia greco, sembra che la porta degli Inferi si trovasse in Sicilia, esattamente nella zona di Enna.
Quale nome migliore, dunque, per una manifestazione dedicata alla moda? La Kore, Oscar della Moda, il prestigioso riconoscimento italiano per i maggiori esponenti del mondo del fashion, si è svolta nell’incantevole cornice del teatro Greco di Taormina, il luogo storicamente più glamour e internazionale della Sicilia. L’evento, ripreso in diretta da Rai Uno, è stato presentato da una inedita coppia: Luisa Corna e Valeria Marini, che hanno saputo ‘reggere’ la diretta in modo incantevole, entrambe molto affiatate e soddisfatte di lavorare insieme. “Sono molto contenta di lavorare con Luisa – ha dichiarato la Marini in conferenza stampa – viva le donne, viva la moda e il Made in Italy”.
Nata dall’intuizione del produttore Salvatore Lacagnina e giunta alla sua nona edizione, La Kore, Oscar della Moda, come ogni anno, ha premiato con le ambite statuette create dallo scultore Zora, le ultime generazioni di stilisti, creativi e aziende che si sono affermate sulla scena internazionale. Grande novità di questa edizione, il Super Oscar che ha premiato un designer prescelto tra una rosa di tre stilisti top. Una giuria d’onore composta da personaggi della cultura, della comunicazione e dell’imprenditoria ha voluto assegnare l’ambito premio a Giorgio Armani, per aver coniugato, meglio di chiunque altro, genio creativo e spirito imprenditoriale. E per la sua capacità di interpretare l’evoluzione del gusto restando sempre coerente e fedele al suo stile. Presente sul prestigioso palco, Armani ha voluto dare un consiglio a tutti i giovani stilisti che hanno la passione e l’ambizione di scalare la vetta, “non consideratevi mai maestri, non credete mai di essere ‘grandi’, ricordatevi che c’è sempre da imparare”. A dimostrare la grandezza di Re Giorgio, hanno sfilato meravigliosi abiti della collezione Armani Privè. Abiti da sera, brillanti, con dolci richiami orientali, di un’eleganza e raffinatezza senza uguali.
Precursore di una moda democratica, sempre più giovane ed allargata ma che non per questo viene meno a una precisa richiesta di gusto, estro, qualità, al riflesso di una tradizione consacrata e unica come è quella del Made in Italy, Armani infatti dichiara ‘La mia moda è sempre stata definita democratica. E oggi lo è ancor di più, perché faccio tutto: dai jeans all’abito da gran sera su misura’. Oscar alla Carriera è stato assegnato ad un altro personaggio chiave, dal temperamento e milieux espressivi diversi, ma comunque accomunato a Giorgio Armani da un medesimo anelito verso il futuro e dalla stessa facoltà di apportare la democrazia in passerella: Pierre Cardin, dominatore negli anni ‘60 della haute couture parigina più sperimentale, distintosi anche quale iniziatore del rivoluzionario concetto di prêt-à-porter.
‘Per una moda che resiste al di là delle mode’, questa la motivazione del premio assegnato al gruppo Max Mara, che ha presentato bellissime mantelle, colbacchi di pelliccia e mise che richiamano la pelle degli animali, il tutto indossato su tacchi stratosferici. E’ stata quindi la volta di Rifat Ozbek, per Pollini, “per la capacità di coniugare diverse culture nell’eleganza’. Semplice e prezioso, Fausto Sarli premiato ‘per il bel vestire cha ha fatto apprezzare il Made in Italy in tutto il mondo’. Le mise da lui presentate sono state un inno all’eleganza fatta di paillettes, pizzo, oro e nero e schiene delicatamente nude.
Premio alla creatività cool per Gaetano Navarra che ha portato in passerella guanti e stivali di vernice, maniche di pelliccia, mini abiti sensualissimi. E poi Lavinia Biagiotti con la linea Roma, la seconda generazione di una importante griffe italiana. Innovativa Chiara Boni, che ha presentato abiti fatti di un unico tessuto: il Jersey Sensitive.
In passerella anche una sfilata che ha celebrato i 60 anni del bikini e un team di giovanissimi stilisti di Barcellona a testimoniare la velocità con cui la moda si adatta ai gusti dei più giovani.
La giovane stilista Mariella Ferrera ha scelto di creare mise ispirate alla pace, dove il simbolo di questa spiccava su ogni abito. Premio Fast Fashion, la moda che cambia velocemente, al giovane Team Mango.
Non poteva mancare una menzione speciale con targa per Beppe Modenese vero deus ex-machina della comunicazione. Oltre alla moda, Oscar per l’architettura a Massimiliano Fuksas e per la fotografia a Marco Glaviano. Infine il Premio Regione Sicilia è andato a Marella Ferrera per la sua magnifica interpretazione e valorizzazione delle tradizioni storico-culturali della Trinacria.
Anche i testimonial e le scelte musicali hanno avuto un occhio particolare verso le tendenze del momento, Cristiana Capotondi, Linda Batista, Marta Cecchetto, Gaia Bermani Amaral, Fabio Fulco, Natalie Bush, Massimiliano Rosolino, Valeria Mazza, Veronica Maya, questi i testimonial che sono saliti sul palco. Come ospiti musicali: Sarah J. Morris, Simona Bencini, Dolcenera, Anna Tatangelo, Ron, Mango e gli Zero Assoluto.
La Kore rappresenta, dunque, l’evento di maggior richiamo che simbolicamente apre la stagione dei grandi defilé internazionali. Anno dopo anno la manifestazione ha saputo ritagliarsi uno spazio nell’universo dorato delle grandi sfilate non solo italiane, anticipando i tempi in un settore importante e vitale dell’economia nazionale. Moda, cultura e spettacolo sono stati il mix vincente della manifestazione. L’anno prossimo, La Kore, Oscar della Moda, compirà 10 anni e promette di non deludere.
Quale nome migliore, dunque, per una manifestazione dedicata alla moda? La Kore, Oscar della Moda, il prestigioso riconoscimento italiano per i maggiori esponenti del mondo del fashion, si è svolta nell’incantevole cornice del teatro Greco di Taormina, il luogo storicamente più glamour e internazionale della Sicilia. L’evento, ripreso in diretta da Rai Uno, è stato presentato da una inedita coppia: Luisa Corna e Valeria Marini, che hanno saputo ‘reggere’ la diretta in modo incantevole, entrambe molto affiatate e soddisfatte di lavorare insieme. “Sono molto contenta di lavorare con Luisa – ha dichiarato la Marini in conferenza stampa – viva le donne, viva la moda e il Made in Italy”.
Nata dall’intuizione del produttore Salvatore Lacagnina e giunta alla sua nona edizione, La Kore, Oscar della Moda, come ogni anno, ha premiato con le ambite statuette create dallo scultore Zora, le ultime generazioni di stilisti, creativi e aziende che si sono affermate sulla scena internazionale. Grande novità di questa edizione, il Super Oscar che ha premiato un designer prescelto tra una rosa di tre stilisti top. Una giuria d’onore composta da personaggi della cultura, della comunicazione e dell’imprenditoria ha voluto assegnare l’ambito premio a Giorgio Armani, per aver coniugato, meglio di chiunque altro, genio creativo e spirito imprenditoriale. E per la sua capacità di interpretare l’evoluzione del gusto restando sempre coerente e fedele al suo stile. Presente sul prestigioso palco, Armani ha voluto dare un consiglio a tutti i giovani stilisti che hanno la passione e l’ambizione di scalare la vetta, “non consideratevi mai maestri, non credete mai di essere ‘grandi’, ricordatevi che c’è sempre da imparare”. A dimostrare la grandezza di Re Giorgio, hanno sfilato meravigliosi abiti della collezione Armani Privè. Abiti da sera, brillanti, con dolci richiami orientali, di un’eleganza e raffinatezza senza uguali.
Precursore di una moda democratica, sempre più giovane ed allargata ma che non per questo viene meno a una precisa richiesta di gusto, estro, qualità, al riflesso di una tradizione consacrata e unica come è quella del Made in Italy, Armani infatti dichiara ‘La mia moda è sempre stata definita democratica. E oggi lo è ancor di più, perché faccio tutto: dai jeans all’abito da gran sera su misura’. Oscar alla Carriera è stato assegnato ad un altro personaggio chiave, dal temperamento e milieux espressivi diversi, ma comunque accomunato a Giorgio Armani da un medesimo anelito verso il futuro e dalla stessa facoltà di apportare la democrazia in passerella: Pierre Cardin, dominatore negli anni ‘60 della haute couture parigina più sperimentale, distintosi anche quale iniziatore del rivoluzionario concetto di prêt-à-porter.
‘Per una moda che resiste al di là delle mode’, questa la motivazione del premio assegnato al gruppo Max Mara, che ha presentato bellissime mantelle, colbacchi di pelliccia e mise che richiamano la pelle degli animali, il tutto indossato su tacchi stratosferici. E’ stata quindi la volta di Rifat Ozbek, per Pollini, “per la capacità di coniugare diverse culture nell’eleganza’. Semplice e prezioso, Fausto Sarli premiato ‘per il bel vestire cha ha fatto apprezzare il Made in Italy in tutto il mondo’. Le mise da lui presentate sono state un inno all’eleganza fatta di paillettes, pizzo, oro e nero e schiene delicatamente nude.
Premio alla creatività cool per Gaetano Navarra che ha portato in passerella guanti e stivali di vernice, maniche di pelliccia, mini abiti sensualissimi. E poi Lavinia Biagiotti con la linea Roma, la seconda generazione di una importante griffe italiana. Innovativa Chiara Boni, che ha presentato abiti fatti di un unico tessuto: il Jersey Sensitive.
In passerella anche una sfilata che ha celebrato i 60 anni del bikini e un team di giovanissimi stilisti di Barcellona a testimoniare la velocità con cui la moda si adatta ai gusti dei più giovani.
La giovane stilista Mariella Ferrera ha scelto di creare mise ispirate alla pace, dove il simbolo di questa spiccava su ogni abito. Premio Fast Fashion, la moda che cambia velocemente, al giovane Team Mango.
Non poteva mancare una menzione speciale con targa per Beppe Modenese vero deus ex-machina della comunicazione. Oltre alla moda, Oscar per l’architettura a Massimiliano Fuksas e per la fotografia a Marco Glaviano. Infine il Premio Regione Sicilia è andato a Marella Ferrera per la sua magnifica interpretazione e valorizzazione delle tradizioni storico-culturali della Trinacria.
Anche i testimonial e le scelte musicali hanno avuto un occhio particolare verso le tendenze del momento, Cristiana Capotondi, Linda Batista, Marta Cecchetto, Gaia Bermani Amaral, Fabio Fulco, Natalie Bush, Massimiliano Rosolino, Valeria Mazza, Veronica Maya, questi i testimonial che sono saliti sul palco. Come ospiti musicali: Sarah J. Morris, Simona Bencini, Dolcenera, Anna Tatangelo, Ron, Mango e gli Zero Assoluto.
La Kore rappresenta, dunque, l’evento di maggior richiamo che simbolicamente apre la stagione dei grandi defilé internazionali. Anno dopo anno la manifestazione ha saputo ritagliarsi uno spazio nell’universo dorato delle grandi sfilate non solo italiane, anticipando i tempi in un settore importante e vitale dell’economia nazionale. Moda, cultura e spettacolo sono stati il mix vincente della manifestazione. L’anno prossimo, La Kore, Oscar della Moda, compirà 10 anni e promette di non deludere.