Bellezza  Make Up

L'uomo del futuro

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Il futuro e le rughe di Diego Dalla Palma

Il futuro e le rughe di Diego Dalla Palma

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"Io credo che la regina del mondo sia quella che con o senza trucco stia bene, ma che sappia usare il trucco con ironia e solo come gioco. Quando una donna ha troppo trucco, probabilmente vuole mascherarsi.”

Diego Dalla Palma. Ha davvero bisogno di presentazioni? Il make up artist delle dive, il truccatore che ha trasformato volti belli e normali in visi espressivi e indimenticabili. L’uomo che il New York Times ha definito “il profeta del make up made in Italy”. E nel segno del make up ha creato persino una linea di cosmetici che porta il suo nome. Lo incontriamo a Bologna, intento a trasformare una ragazza in una donna del futuro, una guerriera che deve essere “stronza”, come incita lo stesso Dalla Palma.

Come vorrebbe la donna nel futuro?

D.D.P: “La vorrei come non sarà. Sarà molto dura, molto rigida e sicuramente molto sulla difensiva. Io la vorrei l’opposto. Ma credo che il domani sia rigido e duro, quindi sarà una donna così. Noi quest’anno abbiamo puntato l’attenzione sul futuro, la biogenetica. La scienza porterà anche a trasformazioni fisiche dell’essere umano. Tanto vale contemplarle subito.”

E nel presente com’è la donna?

D.D.P: “Incerta, insicura. Le donne che sento e che mi scrivono sono ahimè molto più insicure di un tempo. E non mi piacciono come non mi piacciono gli uomini insicuri. L’insicurezza denota fragilità. Siamo in una società dove tutti sono estremamente aggressivi e dietro l’aggressività, come sempre, si celano forme d’insicurezza e di fragilità.”

Come si vede l’insicurezza nel make-up?

D.D.P: “Bhè, quando una donna forse è eccessivamente coperta, con troppo trucco, probabilmente vuole mascherarsi.”

Quindi le donne acqua e sapone sono le regine del mondo…

D.D.P: “Non è detto che lo siano, però sicuramente la donna acqua e sapone si porge agli occhi con un’onestà fisica, senza nessun tipo di maschera. Può anche darsi che dietro l’eccesso di acqua e sapone si celi una fragilità diversa. Fragilità per esempio può essere anche non aver voglia di giocare con il trucco. Io credo che la regina del mondo sia quella che con o senza trucco stia bene, ma che sappia usare il trucco con ironia e solo come gioco. Se lo usa per mascherarsi è un disastro.”

Le donne oggi sanno come giocare con il loro aspetto?

D.D.P: “Le donne si valorizzano poco perché vivono situazioni legate al ‘vorrei somigliare a quella’. Questo è il grande guaio. Bisognerebbe smetterla di seguire le mode maniacalmente. Siamo troppo legati agli stereotipi. Secondo me bisognerebbe che le persone, indipendentemente dalla professione che fanno, diventassero portatrici di un proprio stile. Questo invece non succede. Si scimmiotta sempre di più. Secondo me, per assurdo le donne sapevano giocare con il loro aspetto negli anni passati. In questi anni, grazie allo scimmiottamento, secondo me non c’è un gran panorama di positività da vedere.”

Perché si scimmiotta?

D.D.P: “Per il bombardamento dei media. E per le fragilità di cui sopra. Le persone scimmiottano perché non hanno un’identità precisa, perché non c’è una personalità spiccata, perché non c’è qualche cosa che poi alla fine ti fa emergere. Al di là del trucco o dell’accessorio. Indipendentemente dall’acconciatura e dall’abito.”

Le piacciono le rughe?

D.D.P: “Mi dispiace che quello che sto per dire non sarà condiviso da nessuno. Ma io sono un grande sostenitore della ruga. Sostenitore non significa che voglio che mi venga prima del tempo. A nessuno piace vedere il viso invecchiare. Ma so farmene una ragione, so trovare comunque i significati delle rughe. Preferisco una faccia con le rughe e delle espressioni piuttosto che una faccia distesa e senza espressione. Le mie mani su un viso rugoso andrebbero ad agire in maniera molto molto leggera.”

Le sue mani sono molto segnate. Sono espressive, quindi?

D.D.P: “E’ la razza di mamma, non il lavoro o l’età. Io sono veneto, ma la razza di mamma è molto segnata sulle mani. E io ho preso da lei. Abbiamo anche la pelle molto secca, ma penso sia un fatto genetico.”

Se un indovino le leggesse le mani cosa ci troverebbe?

D.D.P: “Secondo me delle cose anche drammatiche, perché la mia vita non è stata certo facile. Credo ci leggerebbe sicuramente gli estremi, perché io ho gli estremi in tutto. Sono il bianco e il nero, che sono pure i due colori con cui mi vesto sempre. Sono agli estremi in tutto. La mia vita è fatta di polo Nord o polo Sud. Non riesco ad avere l’equatore, la classica via di mezzo non mi appartiene proprio.”



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