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Food design - arte cocktail: mixologist
L'arte del mixologist
Olga Romagnolo - 16/08/2011
Food designer, chef, esperti di gourmet concordano: un piatto ben presentato è ottimo spot di se stesso, facendosi mangiare con gli occhi. E il bere? Mettere nello shaker fantasia, gusto e professionalità è arte del mixologist
L'arte della mescita, la creatività nel creare nuovi abbinamenti e la loro presentazione, nel settore del bevarage si chiama Mixology. Da qui si apre un mondo, fatto di guru e guide, contest e locali dedicati, eventi, storia e leggende metropolitane.
Invece, per assistere un concretissimo evento legato al bere bello (e buono), segnaliamo dal 18 al 21 settembre prossimo alla Fiera di Roma, il concorso “Cocktail Roma 2011”, organizzato da ABRS in collaborazione con Bargiornale Gruppo 24 Ore. I mixologist in gara si sfideranno nella creazione di un doppio cocktail in bicchiere Old Fashion, adatto ad ogni momento della giornata, quindi fresco, pulito e con un massimo di cinque ingredienti compresi zucchero, gocce, eccetera ma privo di creme, uova o liquori che contengono tali ingredienti.
Mettere creatività, idee, esperienza e un po' di follia nello shaker, mischiare il tutto energicamente e trovare bicchiere, decoro e cubetto giusto. Tutto questo per soddisfare i gusti del cliente, certo, ma anche quella mania alla perfezione e all'originalità tipica dei food designer. Un atteggiamento che si è visto anche all'ultima edizione dei Saloni di Milano dove il mixologist Julien Bustamante ha creato ad hoc un cocktail per l'evento S+EAT
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