Azienda di scarpe svizzera che, fondata da Carl Franz Bally e da suo fratello Friz con il nome di Bally & Co, è stata negli anni capace di coniugare la produzione in serie con l’alto artigianato. Dal 1854 la fabbrica viene diretta dal solo Carl Franz con il nome C. F. Bally. L’azienda, grazie all’aiuto del figlio di Franz, da sempre appassionato di tecnologia tessile, si arricchisce di macchinari americani all’avanguardia e apre il suo mercato al resto del mondo. Nel 1892 entrano in azienda i figli di Carl, che muore nel 1899; il successo con la nuova generazione è tale che neanche la Prima Guerra Mondiale arresta il fenomeno Bally, che inizia a produrre anche calzature militari. Dopo la Seconda Guerra Mondiale l’azienda inizia a proporre calzature per ogni occasione: lavoro, sport, tempo libero, escursionismo, sci, montagna e golf. Nel 1942 la storica abitazione della famiglia Bally si trasforma nel “The Bally Shoe Museum”, uno dei più importanti al mondo, grazie all’inestimabile collezione storica che conserva. Nel 1876 la griffe inizia la produzione di prêt à porter, borse e accessori in pelle. L’anno dopo la famiglia Bally cede la proprietà della griffe a Warner K. Rey, investitore svizzero, che dopo nove mesi la rivende alla Oerlikon-BrUhrle, un produttore di armamenti. Dopo un periodo di profonda crisi, nel 1999 il Texsas Pacific Group acquista la maison, per rilanciarla sul mercato. Dal 2001, con il quartier generale a Caslano, sul Lago di Lugano, Marco Franchini diventa nuovo amministratore delegato del gruppo, ruolo ricoperto fino al 2009. Nel 2008 altro passaggio di proprietà: Bally passa al Gruppo LABELUX.
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