Alla scoperta del Laos
05/03/2004
Alla scoperta del Laos
Laos Intro
courtesy of ©Giorgia Bernoni
Dei tre stati che costituivano l'Indocina francese, il Laos è sicuramente il meno sviluppato e il più fascinosamente enigmatico. La sua storia passata risulta estremamente stratificata, composizione di eventi caratterizzati dall’avvicendarsi di conquiste e occupazioni da parte sia dei popoli confinanti che degli stati più lontani. All’inizio del XVIII secolo i regni laotiani erano tre, il più importante dei quali era quello settentrionale di Luang Prabang. Nel 1893 tale regno fu costretto ad accettare il protettorato francese, mentre il resto del paese diventò colonia francese e l’intero territorio prese il nome di Laos. Il sofferto processo verso l’indipendenza, iniziato nel 1947 sempre sotto la tutela francese, si compì nel 1954 ma non riuscì a placare una sanguinosa guerra civile che si sarebbe protratta fino al 1973. Due anni più tardi, in seguito alla caduta la monarchia, nacque finalmente la repubblica democratica popolare.
Dopo il rovinoso succedersi del dominio coloniale, dei conflitti intestini e del socialismo dogmatico, negli anni '70 il paese si è ritrovato non solo in ginocchio ma anche a registrare un calo della sua popolazione di quasi il 10% perché emigrata. Dopo quindici anni di isolamento dal mondo esterno, questa nazione senza sbocchi sul mare e scarsamente popolata si sta finalmente godendo la pace stabilizzando le proprie strutture politiche ed economiche e sta cominciando ad aprire le frontiere ai turisti stranieri. La particolare posizione geografica, la conformazione del terreno e l'assenza di influenze esterne offrono al visitatore l'impareggiabile occasione per entrare in contatto con uno stile di vita tradizionale che è rimasto pressoché inalterato nel tempo.
Dalle fertili pianure della valle del Mekong, grazie al quale la natura e gli abitanti conservano ancora oggi un rapporto osmotico, agli aspri rilievi dell'Annam le persone che hanno visitato il Laos concordano nel dire che questo paese è la genuina perla del sud-est asiatico. Il periodo migliore per visitare il Laos è quello compreso tra novembre e febbraio, quando piove poco e non fa troppo caldo considerato, insieme al mese di agosto, il periodo di alta stagione. Durante la stagione delle piogge, da luglio a ottobre, le strade possono essere completamente invase dall'acqua ma si può ricorrere ai numerosi e attivissimi trasporti fluviali. Il numero di turisti è relativamente basso in qualsiasi mese dell’anno le consuetudini risultano ancora oggi essere estremamente autentiche e genuine soprattutto se le si confronta con quelle della confinate Tailandia, terra di ben più turistica tradizione.
Dopo il rovinoso succedersi del dominio coloniale, dei conflitti intestini e del socialismo dogmatico, negli anni '70 il paese si è ritrovato non solo in ginocchio ma anche a registrare un calo della sua popolazione di quasi il 10% perché emigrata. Dopo quindici anni di isolamento dal mondo esterno, questa nazione senza sbocchi sul mare e scarsamente popolata si sta finalmente godendo la pace stabilizzando le proprie strutture politiche ed economiche e sta cominciando ad aprire le frontiere ai turisti stranieri. La particolare posizione geografica, la conformazione del terreno e l'assenza di influenze esterne offrono al visitatore l'impareggiabile occasione per entrare in contatto con uno stile di vita tradizionale che è rimasto pressoché inalterato nel tempo.
Dalle fertili pianure della valle del Mekong, grazie al quale la natura e gli abitanti conservano ancora oggi un rapporto osmotico, agli aspri rilievi dell'Annam le persone che hanno visitato il Laos concordano nel dire che questo paese è la genuina perla del sud-est asiatico. Il periodo migliore per visitare il Laos è quello compreso tra novembre e febbraio, quando piove poco e non fa troppo caldo considerato, insieme al mese di agosto, il periodo di alta stagione. Durante la stagione delle piogge, da luglio a ottobre, le strade possono essere completamente invase dall'acqua ma si può ricorrere ai numerosi e attivissimi trasporti fluviali. Il numero di turisti è relativamente basso in qualsiasi mese dell’anno le consuetudini risultano ancora oggi essere estremamente autentiche e genuine soprattutto se le si confronta con quelle della confinate Tailandia, terra di ben più turistica tradizione.
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