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Enna, l'ombelico di Sicilia
Enna, l'ombelico di Sicilia
Rossana Cacace - 10/09/2003
Per rivivere gli antichi miti di Demetra e Proserpina, per tuffarsi nella storia popolata da greci, romani, arabi, normanni, aragonesi, per ammirare panorami unici, nel cuore della Sicilia, a 931 metri di altitudine, sorge Enna, il capoluogo di provincia più alto d'Italia.
Enna ha conosciuto diverse dominazioni. Fondata dal sicano Euno nel 2700 a. C, nel V sec. a. C. diviene colonia greca. A testimonianza c'è la Rocca di Cerere, situata sulla rupe dove sorgeva il tempio dedicato alla dea (per i greci Demetra) che rendeva fertile la terra. Adesso c'è solo un'iscrizione a lei dedicata; tre colonne scanalate del tempio sono conservate al Museo Alessi.
All'ingresso della città c'è la "Grotta della Spezieria", sulle sue pareti piccole celle contenevano statue votive. Appena usciti da Enna, in direzione sud, si arriva al "lago di Pergusa" dove i resti archeologici ricordano il mito di Proserpina, figlia di Demetra, rapita da Plutone re degli Inferi. Le lacrime della madre formarono il lago di Pergusa. Restano tracce di focolari, testimonianza della civiltà sicana assimilata pienamente dalle popolazioni greche.
Dopo una breve parentesi cartaginese, con la seconda guerra punica (214 a. C.) arrivano i Romani che la battezzano Castrum Hennae. Resti della dominazione romana si ammirano vicino Enna, nella villa di Piazza Armerina. Dopo i romani, i bizantini e poi gli arabi (858-1091) che la chiamano Qasr Yani, italianizzato in Castrogiovanni.
Nel medioevo arrivano i normanni, il felice regno di Federico II di Svevia e gli aragonesi. Il Castello di Lombardia, di epoca sveva, modificato da Federico III d'Aragona come sua dimora, aveva venti torri; ne sono rimaste sei. La ottagonale Torre di Federico II é alta 24 metri. Fu costruita sui resti di un antico castello distrutto nell'850 e restaurato da Federico II d'Aragona nel sec. XIV. Il Duomo, fondato dalla regina Eleonora nel XIV sec, semidistrutto da un incendio e ristrutturato in età barocca, conserva molte opere tra cui le pale d'altare di Guglielmo Borremans e le tele di F. Paladino.
La Chiesa di S. d'Assisi a piazza Vittorio Emanuele conserva una Croce lignea dipinta sulle due facce. Da visitare il Museo Archeologico a Palazzo Varisano nel centro storico che conserva reperti di età preistorica, classica e medievale.
E poi l'arte della cucina. La gastronomia ennese è legata al verde dei paesaggi e alla storia. Protagonisti le verdure e i legumi: zuppa di fave o piselli e asparagi selvatici sono il condimento di molti piatti tipici. Ci sono le "Guastedde" preparate con la pasta della pizza, le "Fuazze" cotte alla brace e riempite di pecorino, la "Trippa all'Olivetana", la salsiccia "nto' canali" (all'interno di un tegame in terracotta e ricoperta da carboni ardenti) e, tra i dolci, le Cassatelle, le Sfinci di patate e i "Pupi".
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