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Sei gemme nel deserto

Sei gemme nel deserto

Sei gemme nel deserto

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Quasi tutte le oasi dell’Egitto conservano ancora resti archeologici, capolavori scolpiti dall’estro del tempo che passa.

La parola “oasi” è spesso impiegata per indicare un luogo dove è possibile dimenticare le preoccupazioni della vita di ogni giorno, dove ci si può rilassare, riposare e ritrovare se stessi, sospesi in un clima di pace e tranquillità. Le oasi d’Egitto sono proprio tale luogo: rifugi intatti al mondo moderno, isolotti di civiltà immersi nell’affascinante ambiente del deserto, circondate da sabbia e cielo che fanno traspirare un senso di assenza, raro al giorno d’oggi.

Quelle egiziane sono tutt’ora le più ricche di varietà al mondo, ciascuna con una particolare caratteristica ma con comuni denominatori. Ovunque ci si trovi, si può godere della tranquillità dello stile di vita dei beduini, dei boschi con le palme da dattero, delle piccionaie a forma di torre. Per provare forti emozioni basta esplorare la maestà del deserto a dorso di un cammello, partecipare ad un safari a bordo di una jeep, trascorrere una notte sotto le stelle o fare un tuffo mattutiniero in una sorgente di acqua calda e solforica.

Lontano dalla Valle del Nilo, dal rumore del traffico e dagli schiamazzi dei commercianti, si possono percorrere itinerari alternativi che, in passato, venivano utilizzati dalle antiche carovaniere per attraversare il deserto occidentale e per collegare così le sue numerose oasi. Oasi che, grazie all'isolamento, hanno conservato intatto il loro fascino: l'architettura dei villaggi, delle case, dei viottoli e dei suq è rimasta semplice, come semplice è la gente che vi abita, che parla ancora un dialetto originario berbero.

Siwa, Bahariya, Farafra, Dakhla e Kharga, questi nomi delle principali perle del deserto occidentale, sono accomunate da antiche genesi ma da storie diverse, indifferentemente sferzate dalla polvere di sabbia portata dal vento che fa brillare il verde rigoglioso delle vegetazioni, ma differenti per estensione, frequentazione e facilità di comunicazione. Il Fayum è invece la più grande oasi naturale di tutto l’Egitto e si distingue dalle altre per la sua vicinanza alla città del Cairo, da cui dista 103 km. Incrocio di ambiente costiero, desertico ed agricolo, è rinomata per il suo clima mite tutto l’anno per le sue numerose ruote d’acqua che servono ad irrigare la terra.

 

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