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Parco Naturale di Monte San Bartolo
Parco Naturale di Monte San Bartolo
Gianni Pittiglio - 16/02/2002
Siamo a due passi dalla Romagna caotica e solare, nella zona settentrionale della regione, nella provincia di Pesaro. Qui sorge il Parco del Monte San Bartolo.
Qui sorge il Parco del Monte San Bartolo, punto iniziale del sistema collinare della costiera adriatica, praticamente a ridosso dei più famosi lidi turistici romagnoli. Si tratta di uno delle aree verdi marchigiane di maggior suggestione, per la maestosità dei paesaggi e la varietà degli ambienti che si attraversano.
L'adriatico è a due passi, eppure si è in montagna. Il Parco si estende sul mare su cui si affaccia grazie ad una spettacolare falesia che, con le colline di San Bartolo, Castellaro, Casteldimezzo e Fiorenzuola di Focara, aggiunge le sue quote più alte vicine ai 200 metri.
Di grande interesse gli aspetti geologici della falesia stessa, custode di pesci fossili e rari cristalli di gesso. La sottile spiaggia sottostante, che corre lungo la costa, è fatta di ghiaie e ciottoli risultanti dal franamento delle pareti. Da ricordare il grande utilizzo delle pietre ricavate da questo complesso, almeno fino alla metà del XX secolo: con esse, infatti, erano costituiti i vecchi acciottolati della città di Pesaro e dei borghi del Parco.
Il luogo è un importante riferimento per la migrazione e lo svernamento di diverse specie di uccelli e un ruolo a parte nell'avifauna è occupato dagli uccelli marini: tra i gabbiani sono avvistabili la gavina, il gabbiano corallino, quello tridattilo e lo zafferano, specie piuttosto rare. Tra gli altri volatili si annoverano i cormorani, gli smergi, gli svassi, le berte minori.
E la falesia, soprattutto in primavera, è abitata da rapaci: albanelle, falchi, lodolai, poiane, ma anche aironi e cicogne.
Il panorama è reso incantevole e indimenticabile dalle ginestre odorose: intorno al mese di maggio il colore dorato delle pendici dei colli dato da questo tipo di fioritura è indubbiamente suggestivo. Ci sono tra le altre zone caratterizzate dai cerri e da specie mediterranee più o meno rare.
Notevole è anche l'interesse culturale, segnato dalla presenza di ritrovamenti relativi ad età diverse, a partire da Monte Castellaro, sito archeologico risalente all'età neolitica.
L'età classica è rappresentata dagli scomparsi porti greci di Santa Marina e Vallugola, ma in special modo da Colombarone, sull'antica via Flaminia, dove gli scavi stanno riportando alla luce una villa romana. Al medioevo risalgono tra gli altri i centri di Santa Marina, Gabicce a Monte, Casteldimezzo, Fiorenzuola di Focara, caratterizzati da viuzze e castelli murati.
Non va infine dimenticato l'insieme di ville e giardini dell'intera zona vicina a Pesaro: la rinascimentale Villa Imperiale, con giardini nascosti e sale affrescate; la settecentesca Villa Caprile, con i giochi d'acqua e l'ottocentesca Villa Vittoria.
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