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Alba, capitale delle Langhe
Alba, capitale delle Langhe
Cecilia Martino - 10/10/2002
Alba, la “città dalle cento torri” in provincia di Cuneo, offre numerosi spunti per una piacevole visita, a partire da uno shopping enogastronomico di altissimo livello.
Piazza Duomo è il fulcro della vita religiosa e sociale albese. Qui si svolgono le più importanti manifestazioni legate alla tradizione e al folclore della città, come la "Pantalera storica in costume" e il "Festival della Bandiera" che si terrano durante il secondo weekend di ottobre (sabato 12 e domenica 13).
Ma a definire meglio la tipicità territoriale di Alba sono senz’altro i suoi nove antichi borghi che domenica 20 ottobre saranno interamente coinvolti in una rievocazione medievale molto suggestiva. Il Borgo San Lorenzo, nell’omonimo quartiere, è uno dei più antichi e nobili della città. Tre i borghi che si trovano nel quertiere di San Giovanni: Borgo di San Martino, Borgo dei Brichet e Borgo delle Rane. Può vantare origini preistoriche il Borgo dei Patin e del Tesor, nel quartiere di San Biagio. Nell’antico territorio della Camparia del Vivaro si trova il Borgo del Fumo, così chiamato a causa delle numerose fornaci operanti nella zona sin dall’epoca romana. Il Borgo della Moretta, nella Camparia della Cherasca, è attraversato dalla strada maestra che, sin dall’inizio del secolo scorso, veniva percorsa dalle corse dei cavalli e, dunque, di particolare prestigio. Ad accrescere ulteriormente la sua importanza fu l’edificazione di un pilone volitivo, eretto in seguito alla terribile peste del 1630, che poi venne incorporato in una cappella ed oggi in un santuario. Gli altri due borghi sono il Borgo di Santa Barbara e il Borgo di Santa Rosalia.
La via Vittorio Emanuele è la Via Maestra, il luogo della passeggiata pomeridiana e dello shopping dove edifici in stile medievale, rinascimentale e liberty ospitano le vetrine di eleganti negozi e raffinate botteghe. Palazzo Mermet (via Vittorio Emanuele, 23/a, tel. 0173/44 0 166) conserva addirittura sale con cassettoni dipinti di fine Quattrocento come quelle del pian terreno dove ha sede l’Enolibreria I piaceri del gusto, vero tabernacolo per i libri e le golosità langarole. Qui è sicuramente garantito lo shopping del “diamanate della terra” (il tartufo bianco) ma i prezzi rimangono sostenuti, a volte esagerati.
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