Casa Santa in terra d'arte
18/07/2003
Casa Santa in terra d'arte
Loreto
Tra Castelfidardo e Recanati nasce la leggenda di Loreto, il piccolo paese marchigiano oggi conosciuto come una vera e propria città santa. Secondo i racconti popolari tramandati di generazione in generazione, dopo l'invasione musulmana la casa della Sacra Famiglia di Nazareth fu trasportata dagli angeli sulle colline marchigiane.
Nel 1924, dopo una breve sosta sul colle di Tersatto, nelle vicinanze di Fiume, la Casa comparì in prossimità di Recanati. Dopo altri piccoli spostamenti venne trasportata nel luogo in cui si trova tuttora e intorno alla quale è stata eretta la deliziosa cittadina anconetana. Lì è stato costruito il maestoso santuario intitolato alla Madonna di Loreto, proclamata patrona degli aeronauti nel 1920.
Notissima meta di pellegrinaggi, la costruzione fu iniziata nel XV secolo anticipando di qualche tempo lo stile rinascimentale. Negli anni successivi Baccio Pontelli e Giuliano da Sangallo completarono l'imponente luogo di culto.
Tre magnifiche porte bronzee presentano la facciata del luogo santo e all'interno gli affreschi di Melozzo da Forlì, Luca Signorelli e Ludovico Seitz sono uno spettacolo imperdibile. La Santa Casa, sotto la maestosa cupola, presenta rivestimenti in marmo disegnati da Bramante con decorazioni in bassorilievo.
Accanto alla chiesa si slancia il campanile, opera del Vanvitelli. Nel braccio occidentale del palazzo apostolico l'imponente porticato conduce il visitatore al Museo Pinacoteca: collezioni di arazzi e di maioliche, dipinti e tesori provenienti dalla Basilica, mobili di arredo del Palazzo Apostolico, collezioni d'arte contemporanea sono solo alcune delle raccolte presenti che rendono il museo artisticamente e storicamente unico.
La Santa Casa e l'immensa struttura che la ospita si affacciano sulla monumentale piazza della Madonna che al centro offre lo spettacolo della Fontana della Madonna realizzata da Carlo Maderno e Giovanni Fontana.
Loreto è forse dopo Lourdes la meta più visitata dai fedeli cattolici di tutto il mondo: situata tra le Valli del Musone e del Potenza, è cinta da mura cinquecentesche che la rendono ancora più magica ed affascinante, soprattutto nelle atmosfere dei borghi.
La costruzione delle mura risale ad epoca medievale quando, a seguito della caduta di Costantinopoli nel 1453 per mano turca, l'Adriatico divenne preda delle incursioni musulmane che si spinsero più volte fino al Porto di Recanati minacciando la stessa città di Loreto. Fu così che si decise di realizzare la poderosa cinta muraria. Il progetto si deve ad Antonio da Sangallo e l'esecuzione a Cristoforo Resse da Imola. Quello che era considerato solo un capolavoro di ingegneria militare è oggi un grandioso esempio di architettura del periodo.
Loreto non è solo la Santa Casa ma vanta anche un'invidiabile tradizione di percorsi enogastronomici tipici marchigiani.
Si segnala che quest'anno l'azienda Garofoli festeggia i 100 anni di produzione vinicola e per l'occasione organizza, previa prenotazione (tel. 0717820162), visite e degustazioni della produzione vinicola di famiglia.
Rosso Conero e Verdicchio Classico sono le stelle della cantina di via Arno, ma sono solamente una parte della produzione locale. I vini sono perfetti se accompagnati ai piatti tradizionali, come ad esempio i maccheroncini. Per coloro che avessero piacere di fare una sosta in uno dei ristoranti della città si segnala quello che da molti è considerato il migliore indirizzo di Loreto: lo "Zi' Nene" di Villa Tetlameya. La Tetlameya ospita al suo interno una villa padronale marchigiana che è riduttivo chiamare hotel. Costruita nel 1873 si compone di otto eleganti stanze arredate storicamente ma dotate di ogni comfort moderno. L'ambientazione suggestiva di queste deliziose suite è completata dal salone d'onore e dal giardino d'inverno dove possono essere organizzati anche congressi ed eventi per piccoli gruppi.
Nel 1924, dopo una breve sosta sul colle di Tersatto, nelle vicinanze di Fiume, la Casa comparì in prossimità di Recanati. Dopo altri piccoli spostamenti venne trasportata nel luogo in cui si trova tuttora e intorno alla quale è stata eretta la deliziosa cittadina anconetana. Lì è stato costruito il maestoso santuario intitolato alla Madonna di Loreto, proclamata patrona degli aeronauti nel 1920.
Notissima meta di pellegrinaggi, la costruzione fu iniziata nel XV secolo anticipando di qualche tempo lo stile rinascimentale. Negli anni successivi Baccio Pontelli e Giuliano da Sangallo completarono l'imponente luogo di culto.
Tre magnifiche porte bronzee presentano la facciata del luogo santo e all'interno gli affreschi di Melozzo da Forlì, Luca Signorelli e Ludovico Seitz sono uno spettacolo imperdibile. La Santa Casa, sotto la maestosa cupola, presenta rivestimenti in marmo disegnati da Bramante con decorazioni in bassorilievo.
Accanto alla chiesa si slancia il campanile, opera del Vanvitelli. Nel braccio occidentale del palazzo apostolico l'imponente porticato conduce il visitatore al Museo Pinacoteca: collezioni di arazzi e di maioliche, dipinti e tesori provenienti dalla Basilica, mobili di arredo del Palazzo Apostolico, collezioni d'arte contemporanea sono solo alcune delle raccolte presenti che rendono il museo artisticamente e storicamente unico.
La Santa Casa e l'immensa struttura che la ospita si affacciano sulla monumentale piazza della Madonna che al centro offre lo spettacolo della Fontana della Madonna realizzata da Carlo Maderno e Giovanni Fontana.
Loreto è forse dopo Lourdes la meta più visitata dai fedeli cattolici di tutto il mondo: situata tra le Valli del Musone e del Potenza, è cinta da mura cinquecentesche che la rendono ancora più magica ed affascinante, soprattutto nelle atmosfere dei borghi.
La costruzione delle mura risale ad epoca medievale quando, a seguito della caduta di Costantinopoli nel 1453 per mano turca, l'Adriatico divenne preda delle incursioni musulmane che si spinsero più volte fino al Porto di Recanati minacciando la stessa città di Loreto. Fu così che si decise di realizzare la poderosa cinta muraria. Il progetto si deve ad Antonio da Sangallo e l'esecuzione a Cristoforo Resse da Imola. Quello che era considerato solo un capolavoro di ingegneria militare è oggi un grandioso esempio di architettura del periodo.
Loreto non è solo la Santa Casa ma vanta anche un'invidiabile tradizione di percorsi enogastronomici tipici marchigiani.
Si segnala che quest'anno l'azienda Garofoli festeggia i 100 anni di produzione vinicola e per l'occasione organizza, previa prenotazione (tel. 0717820162), visite e degustazioni della produzione vinicola di famiglia.
Rosso Conero e Verdicchio Classico sono le stelle della cantina di via Arno, ma sono solamente una parte della produzione locale. I vini sono perfetti se accompagnati ai piatti tradizionali, come ad esempio i maccheroncini. Per coloro che avessero piacere di fare una sosta in uno dei ristoranti della città si segnala quello che da molti è considerato il migliore indirizzo di Loreto: lo "Zi' Nene" di Villa Tetlameya. La Tetlameya ospita al suo interno una villa padronale marchigiana che è riduttivo chiamare hotel. Costruita nel 1873 si compone di otto eleganti stanze arredate storicamente ma dotate di ogni comfort moderno. L'ambientazione suggestiva di queste deliziose suite è completata dal salone d'onore e dal giardino d'inverno dove possono essere organizzati anche congressi ed eventi per piccoli gruppi.