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A Venezia 18 artisti analizzano i propri Paesi

Il progetto “Where is my place?” propone oltre cinquanta opere di diciotto artisti provenienti da tutto il mondo e, in particolare, da luoghi la cui identità sta cambiando rapidamente

Yael Bartana, A Declaration, 2006, video
Courtesy Cassa di Risparmio di Modena

Le identità nazionali si frantumano, in nome di una globalizzazione che appiattisce le culture, e allora chiedersi quale e come sia il proprio luogo è una domanda attuale a cui è difficile rispondere. L’ambizioso progetto “Where is my place?”, mostra collettiva che indaga questo concetto, propone oltre cinquanta opere di diciotto artisti provenienti da tutto il mondo e, in particolare, da luoghi la cui identità sta cambiando rapidamente. La mostra, organizzata dalla Fondazione Bevilacqua La Masa e da Fondazione Fotografia, e curata da Filippo Maggia, è costituita da opere provenienti dalla collezione della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, e propone fotografie, video e film d’artista.

Il ritratto dei paesi che ne viene fuori non è per niente rassicurante, svelando movimenti chiusi in sé stessi, spesso violenti, che niente hanno a che vedere con l’unione nazionale di vecchio stampo, ma appaiono forzatamente ultra nazionalisti e da cui gli artisti prendono le distanze. Come nel caso di Yael Bartana (Israele) che nel suo video mostra un uomo intento a sradicare la bandiera e a piantarvi, al suo posto, un ulivo, o come la croata Renata Poljak, il cui video è una lucida analisi della nuova società del suo Paese, percorsa da tensioni nazionaliste e arrivismo.

Alla ricerca del proprio luogo, che non si identifichi con un paese preciso sono i personaggi di Yang Fudong (Cina), in cui una coppia fugge dalla città per cercare pace nella montagna e un’altra lascia questa per trovare una nuova vita nella metropoli. Ma ci sono anche persone intrappolate in una non – identità, come i palestinesi ritratti da Ahlam Shibli, beduini che si sono messi al servizio dell’esercito israeliano, senza farne veramente parte e ripudiati dalla loro comunità d’origine.
La domanda del titolo non può avere una sola risposta, ma molteplici, e, in alcuni casi, la risposta è costituita da altre domande, creando un dibattito molto vivo ed attualissimo.

Dal 4 marzo al 1 maggio 2011
Fondazione Bevilacqua La Masa
Galleria di Piazza San Marco 71/c
Venezia

Da mercoledì a domenica, dalle 10.30 alle 17.30
Ingresso 5 euro
Ridotto 3 euro

Per ulteriori informazioni:
www.bevilacqualamasa.it

Didascalia opera:
Yael Bartana, A Declaration, 2006, video, dvd, colore, sonoro – soundtrack di Daniel Meir, 7′ 30”

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