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Lara Croft colpisce ancora

L’icona femminile di Tomb Raider ritorna nell’ultima versione del videogioco. Ed è più umana e fragile

Lara Croft

Lara Croft è una dura non c’è dubbio. O almeno lo è stata fino ad adesso, quando l’ultima versione di Tomb Raider la riscopre giovane, piena di sfaccettature e debolezze. L’eroina archeologa munita di pistole pericolose e di una curiosità spiccata per l’antico, decide di mostrare il suo lato più complesso e calarsi in una nuova avventura che echeggia dei paradisi perduti della serie tv Lost. Le avventure dell’archeologa, supportate da un alter ego di eccezione sul grande schermo, Angelina Jolie, rischiavano di perdersi nella ripetitività dell’azione. Meglio, secondo gli ideatori del prodotto, fare un salto indietro e trovare una promettente e verginale Lara Croft.

Nel videogioco, in uscita il 5 marzo per per Xbox 360, Ps3 e PC, il nemico è donna. Himiko regina maledetta di un regno misterioso chiamato Yamatai. E la trama contiene le migliori premesse del romanzo d’avventura e di formazione, con l’aggiunta di trovate narrative che ammiccano al mockumentary. La Croft, partita con una spedizione archeologica sulle tracce della splendida e terribile Himiko, convince la sua équipe a entrare nel Triangolo del Drago. Un derivato del Triangolo delle Bermuda. Ed è naufragio su un’isola abitata da un gruppo di persone inospitali e misteriose, dove una vecchia cinepresa è la testimonianza visiva di chi è arrivato prima del gruppo di studiosi.

Questo è un gioco che ha una parte emotiva forte”, spiega Ron Rosemberg, il produttore della Cristal Dynamics. “Lara non è una semplice eroina digitale“. E sui riferimenti a Lost. “Certo, abbiamo guardato a Lost, abbiamo attinto a decine di documentari e libri d’avventura”, ammette il produttore. “Ma alla fine il risultato è una storia unica”. E conclude: “E’ un film che cresce gradualmente seguendo l’evoluzione di una ragazzina che finirà per diventare un’adulta. Altra rarità, perché in genere i personaggi dei videogame finiscono come hanno iniziato, con lo stesso tono e la stessa espressione anche se son sopravvissuti a conflitti planetari.”. Dinamismo, modulazione dei caratteri e una buona dose di conflittualità interna del personaggio principale, sono gli ingredienti che fanno salire la “febbre da Lara”. 

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