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Blanca, la 24enne che ha stregato Almodovar

Amatissima nel suo Paese, Blanca Suárez è stata definita “la Natalie Portman della Spagna”. L’intervista esclusiva in occasione de Gli amanti passeggeri

Blanca Suarez
Courtesy of El Deseo/Warner Bros

Sono bastate due telefonate a Blanca Suárez per fare il grande salto che le ha dato fama internazionale. Due occasioni in cui dall’altra parte della cornetta c’era la voce entusiasta di Pedro Almodovar. Il maestro spagnolo la ha voluta prima come figlia di Banderas nel thriller La pelle che abito e poi nel film corale Gli amanti passeggeri, commedia spassosa ambientata quasi interamente su un aereo in cui si beve, ci si droga, si balla e naturalmente si fa sesso. Quasi interamente, perché una delle immagini più belle del film è quella di Blanca in un elegante vestito floreale che sfreccia in bici tra le calle di Toledo. Quella che vediamo sulle immagini di Almodovar è una donna bellissima e sensuale, per la quale sarebbe facile perdere la testa. Dal vivo eccola ringiovanita ulteriormente, tornata a dimostrare meno dei suoi ventiquattro anni e confessarci i suoi difetti e le sue passioni.

Blanca in pochi anni hai conquistato le copertine dei magazine spagnoli e internazionali. Senti una grande responsabilità a essere marchiata come “rising star di Spagna”?
E’ una cosa bella. La verità però è che non ci credi mai fino in fondo. In realtà sono molto disfattista e vulnerabile. Continuo a chiedermi: è una moda del momento? Quanto durerà?

Facendo ricerche su di te, le immagini più gettonate sono quelle in cui posi sulle copertine di diversi magazine internazionali. E’ come un lavoro ormai?
Non direi che mi sento come una modella, però sì lo prendo come parte del mio lavoro.

Che mi dici dei Red Carpet. Chi è il tuo stilista preferito?
Non ne ho uno. Mi piace indossare abiti di stilisti non troppo conosciuti. Uno di questi è Fernando Claro. Per il resto fuori da quegli eventi vesto casual: adoro i jeans e le giacche.

Almodovar ti ha chiamata due volte. Vorrei sapere come il suo cinema entra nella vita di una ragazzina in Spagna. Ti è mai capitato che i tuoi genitori ti impedissero di vedere i suoi film?
Mai. Perché la mia mamma ha sempre atteso i film di Pedro. Non me li proibivano, li guardavamo in casa. Non che ne capissi troppo, però: ero davvero piccola. La prima volta che il suo cinema mi è entrato dentro è stato con Parla con lei.

Prima del cinema di Pedro, dunque, quali erano le tue ossessioni?
La verità? Ero fissata con Leonardo DiCaprio. Avrò visto Titanic al cinema così tante volte che mi vergogno a dirtelo.

Restiamo in Spagna un momento: non andavi pazza per Antonio Banderas, invece? Ne La pelle che abito recitavi il ruolo della figlia.
Antonio? E’ incredibile e molto umile. Vorrei rubargli il modo in cui si muove: quando si avvicina a te e brucia la distanza con i suoi gesti sensuali.

Immagino che quando ti arriva una telefonata di Almodovar gli dici subito di sì senza nemmeno vedere il copione. C’è però un momento in cui esiti e ti chiedi: “Chissà cosa mi farà fare adesso”?No, perché lui ha questo super potere di metterti sempre a suo agio. Ricordo però che la prima volta chiamai alcuni amici che avevano lavorato con lui. Avevo tanto timore di conoscerlo: ero nervosa. E quindi un giro di telefonate mi ha aiutata a superare le mie paure e concentrarmi su altro. D’un tratto ero rilassata.

Se non fossi stata attrice cosa avresti fatto?
Forse avrei finito i miei studi in Scienze della Comunicazione. Ma questa cosa della recitazione non mi è capitata per caso. Anzi è stata sempre presente nella mia vita, da quando ho iniziato a fare teatro, sin da bambina.

Però non hai finito i tuoi studi. Che tipo di studentessa eri?
Direi normale. Non ho mai avuto problemi a scuola. Ma non posso dire che mi piacesse studiare. Trovavo sempre qualcosa di meglio da fare. Ecco direi che sono abbastanza pigra. Ho cominciato a lavorare mentre studiavo. Ho scelto il lavoro. E’ anche vero che di questi tempi in Spagna la laurea non ti garantisce accesso al mondo del lavoro.

In Italia è esattamente lo stesso…
Già. I miei amici sono disperati. E lo stesso vale per mio fratello. Metà dei miei amici ha dovuto lasciare la Spagna e molti di loro sono venuti in Italia: si erano innamorati del vostro Paese durante l’Erasmus.

Per concludere chiedo sempre qual era il poster che avevi in camera da ragazzina…
Nessun poster all’epoca. Ma oggi a casa mia potrai trovare sul muro la locandina di Drive.

Ti è piaciuto quel film o ti è piaciuto Ryan Gosling sex symbol silenzioso e brutale?
Mi è piaciuto tutto!

Gli amanti passeggeri (leggi l’articolo su Film.it) è distribuito nelle sale da Warner Bros.

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