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Antonio Banderas, da sex symbol a padre di famiglia

L’ex divo lanciato da Almodovar continua a dialogare con un pubblico più giovane

Antonio Banderas alla presentazione del film  Justin e i cavalieri valorosi
Foto @ AP

Da giovane selvaggio nei film di Almodovar agli spot televisivi nei panni dell”uomo “che parlava con gli animali”. Antonio Banderas ha forse perso quel fascino caliente da bad boy latino tanto amato anche negli USA, per diventare invece una figura che vive all’esatto opposto: l’uomo di famiglia del nuovo millennio.

I tempi di “Desperado”, quelli in cui gli bastava un’unica espressione – una chitarra, una pistola e Salma Hayek seminuda al suo fianco – sono lontani. Nel corso del suo ventennio hollywoodiano è passato da divo a regista lasciando le vette del glamour e rischiando di scomparire in svariati ruoli in film meteore. Da qualche anno, però, ha rispolverato il suo talento sia grazie a comparsate al servizio di registi come Woody Allen o Steven Soderbergh, sia entrando nel mondo dei film di animazione. Da quando ha doppiato “Il gatto con gli stivali”, Banderas ha rilanciato la sua carriera abbandonando il suo corpo e puntando tutto sulla sua voce, calda e rauca.

A detta dell’attore si tratta molto di più che di semplice doppiaggio. Tutte le volte che si ritrova davanti al microfono viene posseduto da una specie di demone dell’entusiasmo: “La verità è che non riesco a lavorare di fronte a un copione e semplicemente dire le battute e, una volta finito, andare a casa. Ho bisogno di sentirle mie – ha dichiarato l’attore in un’intervista esclusiva a Film.it – A eccezione di alcune occasioni particolari, mi ritrovo sempre a lavorare da solo: in cabina di doppiaggio mi muovo molto e alle volte capita che devono afferrare e riportarmi davanti al microfono perché nel frattempo mi ero allontanato!”.

Banderas torna a prestare la voce in un film di animazione, “Justin e i cavalieri valorosi”, produzione spagnola finanziata anche con i suoi soldi: “Questa pellicola è un inno ai sogni diretto da un regista che non è altro che un bambino troppo cresciuto. Uno che crede fermamente nel mondo fantastico che crea. Penso che ognuno di noi quando diventa attore o regista metta in atto lo stesso processo creativo: d’un tratto deve immaginarsi universi, identità, personaggi e storie che ha sognato per molto tempo. Succede anche a me”.

Ieri sex symbol, oggi un racconta-storie: “L’obiettivo di ogni narratore è far si che il suo pubblico si diverta – afferma Banderas – I film hanno diversi scopi: ci sono commedie che intrattengono il pubblico, altri che trattano le condizioni dell’animo umano e tutto ciò che c’è nel mezzo.
In questo momento voglio far divertire le persone insieme alle loro famiglie. Voglio fargli passare una bella serata e vederli con un sorriso sulle labbra nel momento in cui escono dal cinema. Penso che sia qualcosa di veramente puro”.

Protagonista di spot televisivi in Italia, produttore nella sua madre-patria e attore e regista negli USA, Banderas si considera soprattutto un “intrattenitore”: “Sono un sognatore e credo fermamente che gli artisti – americani, giapponesi, spagnoli o chiunque altro – siano tutti uguali: hanno lo stesso sogno, vivono lo stesso mondo”.

“Justin e i cavalieri valorosi” è distribuito nei cinema da Moviemax.