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Le streghe della tradizione italiana

Da nord a sud le streghe sembrano aver terrorizzato i nostri avi e loro famiglie per secoli, diventando uno dei pilastri della cultura popolare italiana.

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Il termine stregoneria proviene dalla parola latina “strix”, che significa “strige”, un uccello notturno presente in antiche favole capace di succhiare il sangue dei bambini per poi nutrirli con il proprio latte avvelenato. E’ stata proprio la figura di questo rapace notturno a scatenare la fantasia popolare degli uomini semplici di un tempo, portandoli a dar vita ad immagini di creature fantastiche dai poteri sovrannaturali e rendendole protagoniste delle tradizioni paesane.

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Ogni località, per memoria ed eredità storica, ha dato vita a figure stregate dalle differenti caratteristiche, basti pensare che solamente in Italia la cultura popolare di ogni regione ha creato streghe dalle peculiarità più disparate. Eccone alcuni esempi.

Abitatrici dei campi
Sono presenti nelle leggende della Calabria e della Basilicata e si dice che rapiscano i bambini nelle culle, per poi nasconderli nei tronchi delle querce. Il romanzo “Zeferina” di Riccardo Coltri è uno dei tanto racconti che parla di queste particolari streghe.

Animulari
Sono presenti in Sicilia e sono donne che hanno venduto l’anima al diavolo. Il loro nome è dovuto al termine dialettale siciliano “anunulu”, che significa arcolaio. L’arcolaio compare anche nella fiaba “La bella addormentata nel bosco”, in cui la strega malefica si trasforma appunto in un arcolaio per far pungere la principessa. Si dice che con opportuni unguenti e formule magiche, possano attraversare le fessure di porte e finestre.

Bàzure
Si trovano nei dintorni di Savona e sono anche chiamate “streghe marinare”, poiché si dice che riescano a scatenare le tempeste, riuscendo, però, a navigarle con le loro barche. Possono inoltre rovinare il pane nei mulini ed il vino nelle botti, rapire i neonati e succhiarne il sangue.

Bele butele
Proprie della tradizione veneta, hanno un nome capace di ingannare. Quando si mostrano con aspetto umano sono donne bellissime, mentre la loro natura è ben diversa: hanno zampe caprine o equine, braccia di scimmia e orecchie lunghe. Vanno in cerca di uomini, donne e bambini, che vengono prelevati dalle case e scannati.

Cogas
Sono streghe della tradizione sarda ed una coga è la settima figlia in una famiglia in cui sono nate sette femmine. Le leggende le vedono volare a cavallo di una scopa e succhiare il sangue dei neonati.

Gatte masciare
Queste streghe si trovano a Bari e possono trasformarsi in gatti e girovagare per la città di notte, operando i loro malefici. Si dice che al tramonto queste donne si ungano di olio per potersi gettare nel vuoto, dai tetti delle case e volare.

Genti beate
Sono diffuse nel veronese e qualcuno le ascrive alla famiglia delle Fate. Vivono nelle grotte e si riuniscono la notte per tenere i loro concili. Vanno a caccia di serpenti, uccelli e caprioli, di cui si nutrono.

Janare
Le janare sonno terribili streghe della Campania, orrende e con lunghe zanne di cinghiale ed indossano un mantello nero macchiato di sangue. Possono penetrare nelle fessure delle finestre e si dice che rubino asini e cavalli nelle stalle, per riportarli all’alba stremati.

Lavandaie
Possono essere fate, fantasmi o streghe e sono presenti in Istria. Si fanno vedere intente a lavare i panni e quando si fanno aiutare dai viandanti incauti li costringono a strizzare i panni finché si ritrovano spezzate le ossa delle braccia. Le streghe lavandaie, inoltre, rapiscono i bambini e le piccole vittime vengono sbattute sulle rocce come fossero delle lenzuola.

Madri
Note nella provincia di Trapani le madri sono streghe brutte che hanno occhi gialli e pupille ovali. Sono in grado di lanciare malefici e sortilegi in quanto conoscono le arti magiche.

Missuia
La missuia è una strega particolare, perché ha la facoltà di trasformarsi in scrofa. Con sé ha dodici maialini, uno per ogni mese dell’anno e si limita a fare baccano.

Stria della Diassa
Nella provincia di Belluno impazza la stria della Diassa, altrimenti detta “strega del ghiaccio”. E’ padrona degli elementi atmosferici invernali potendo quindi scatenare bufere di neve e valanghe.

Tempestare
Le streghe tempestare sono proprie di tutta la nostra penisola e si tratta di streghe che hanno ormai da tempo imparato a controllare gli agenti atmosferici. Si dice che la bora, il ben conosciuto vento triestino, sia causata da streghe del luogo.

Vecia barbantana
Questa strega arriva dal Veneto e la sua caratteristica, molto temuta dai più piccini, è quella di camminare per i centri abitati, catturando i bambini sperduti e nutrendosene.