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Festival di Venezia, pronti per il grande inizio

Durante i dieci giorni di cinema è facile smarrirsi; ecco una guida in ordine alfabetico sparso per non perdersi le novità più importanti

Mostra del Cinema di Venezia
La Presse
Al Lido tutto è stato preparato per accogliere la girandola di volti, pellicole e umori che dal 27 agosto affolleranno il Palazzo del Cinema e lo stretto circondario di verde, lusso e cinema. Anche quest’anno il calendario è ricco di eventi e appuntamenti da non perdere, tra i quali non è sempre facile orientarsi. Per questo motivo Venezia si fa in pillole alfabetiche per non perdersi nemmeno un minuto del tappeto rosso.

A come Abel Ferrara. Il regista di Pasolini, uno dei film più attesi e inserito nel cartellone delle pellicole in concorso. Per interpretare l’intellettuale dalla fine tragica il regista sceglie Willem Dafoe, e ricostruisce le ultime ventiquattrore di vita di quel tragico 2 novembre 1975.

E come Emma Stone. L’attrice di Spiderman si cimenta con una black comedy che apre il Festival il 27 agosto. Birdman or (the Unexpected Virtue of Ignorance) di Alejandro Gonzalez Inarritu racconta il ritorno sugli schermi di un attore colpito dalla fama e dal declino. Una buona occasione per vedere l’attrice in un ruolo drammatico dopo le incursioni nella commedia dura e pura.

F come Film.it: segui lo Speciale dalla Laguna

G come Giocolieri. Il circo è una forma d’arte simile al cinema con il proprio turbinio di travestimenti, numeri e virtuosismi. Il 28 agosto questo legame si rinsalda presso la Casa dello Spettacolo, con una festa a cura dell’Ente Nazionale Circhi per i 45 anni dall’uscita di I Clown di Federico Fellini.
I come Italia; prima di cantare l’inno nazionale a squarciagola, bisogna contare il numero dei film prodotti o coprodotti dal Belpaese presenti al Festival. Sono 23 le pellicole che vedono impegnata l’Italia dal punto di vista produttivo o registico. Si va dalla storia italo-newyorchese di Hungry Hearts di Saverio Costanzo a Perez di Edoardo de Angelis con Luca Zingaretti e Marco d’Amore reduce dal successo di GomorraItaliani che guardano il mondo e italiani che vi recitano dentro; questo il mantra dei film in concorso e fuori concorso.
L come Luisa Ranieri. Madrina sì o madrina no, la polemica su una figura istituzionale tormenta il dibattito sul Festival. Per ora l’attrice risponde con ironia e racconta dei tempi nei quali non si vedeva bella.
M come Maria Grazia Cucinotta. Chi lo dice che per essere pin-up bisogna attraversare l’oceano. L’attrice è infatti protagonista del libro fotografico Come una pin-up: ovvero, Maria Grazia Cucinotta negli scatti del fotografo delle star hollywoodiane Douglas Kirkland e con i testi di Vincenzo Mollica. S come Sabina Guzzanti; la regista presenta Fuori Concorso La Trattativa; lavoro che riscostruisce l’ipotesi di trattativa tra Stato e mafia durante il biennio 1992 1993.
Z come zuppa. Prendere le immagini di archivio, cinematografico e televisivo, per costituire il discorso contemporaneo sul cinema. L’idea è di Davide Ferrario che definisce così il proprio film La zuppa del demonio: “Ho lavorato spesso con il found footage. Amo usare il materiale d’archivio agli antipodi del modo in cui si usa nei documentari classici, dove di solito serve solo per illustrare quello che dice il commento parlato. Io, invece, sono affascinato dalla retorica del discorso filmico originale (intendo retorica in senso strettamente tecnico): mi piace pensare che si possa prendere quel “codice” e orientarlo per esprimere qualcosa di nuovo. O meglio, di mio personale. Non per far dire al materiale qualcosa di diverso dallo scopo con cui era stato fatto. Al contrario, voglio che il mio intervento sia chiaro. Voglio proprio che sia questa “differenza” il senso del discorso dell’autore”.  Pronti, partenza, e via.