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High Line terminata compete con Central Park

Concluso il progetto originario del parco sopraelevato con una grande festa cittadina e qualche sorpresa

High Line
La Presse
Certe cose possono succedere solo a Manhattan, la città dove stravolgere la prospettiva ordinaria delle cose è un presupposto che contamina l’arte, l’architettura, e la vita ordinaria dei new yorkers. Non fa differenza in questo senso, l’High Line, il magnifico parco sopraelevato derivato dagli ex binari abbandonati di una stazione ferroviaria, oggi completato secondo il progetto originario.

Nel cuore ovest della metropoli, il percorso che si snoda tra cemento, gardening design e opere d’arte contemporanee, ha visto la luce di recente con l’ultimo tratto del parco che arriva fino alla 34esima strada, tra la 10 e la 12esima avenue, partendo da Ganservoort Street. Quattro blocchi guadagnati verso Downtown, per un totale di 2,3 chilometri che i locali e turisti amano percorrere osservando la città da un punto di vista stravolto. Il parco, realizzato nel 2009 attraverso una partnership tra James Corner Field Operations (Project Lead), Diller Scofidio + Renfro, e Piet Oudolf,  è arrivato alla fase tre, quella definitiva.

Alcune novità caratterizzano dunque gli ultimi chilometri del parco. L’accesso dalla 34esima strada è infatti l’unico dell’intera linea ad essere al livello della strada, il Pershing Square Beams, un’area derivata dalla vecchi struttura e oggi parco giochi per bambini, e l’opera The Evolution of God, dell’artista argentino Adrián Villar Rojas. Quest’ultimo acquisto del parco consiste in un largo blocco di cemento e blocchi di argilla destinato a sgretolarsi tra la stagione invernale e alle soglie del prossimo inverno.

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