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Alex compie 40 anni. Auguri campione!

Alessandro Del Piero ed i suoi primi 40 anni. Dalla gioventù alla consapevolezza

 Alessandro Del Piero
LaPresse
Alessandro Del Piero compie quarant’anni. Un evento simbolico e del tutto normale per la maggioranza delle persone che trasmigrano da una fase della vita ad un altra, dall’età della gioventù a quella della consapevolezza. Ma quando si tratta di un atleta la cosa cambia. E se l’atleta è un monumento del calcio mondiale ed è tutt’ora uno dei più ammirati, longevi e vincenti dello sport internazionale, allora la questione diventa ancora più significativa.
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TUTTO PARTI’ A SAN VENDEMIANO – Ecco perché i quaranta di Alessandro Del Piero vengono celebrati con le dovute attenzioni mediatiche, e non solo perché è tuttora in attività con i Dynamos di New Delhi in India. La storia di Alex nasce a Conegliano Veneto il 9 novembre del 1974, ma la sua vita è tutta a San Vendemiano, comune limitrofo di diecimila abitanti. Lì muove i primi passi, di vita e di calciatore, prima di trasferirsi al Padova a soli 14 anni. C’è tanta voglia di sfondare, un treno da prendere per coprire gli ottanta chilometri di distanza dalla città di Sant’Antonio e la lunga trafila nelle giovanili. La stoffa del campione se la porta dietro da casa, dove lascia una famiglia umile ma ricca di dignità, tanto che la Juve gli mette gli occhi addosso sin da ragazzino. L’esordio tra i professionisti il 15 maggio 1992 a Messina, il primo gol il 22 novembre 1992 contro la Ternana, l’unico segnato senza la maglia bianconera addosso.

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LA JUVENTUS – Alla Juve arriva a giugno del 1993, e dopo un anno di transizione e adattamento nel club più titolato d’Italia, le aspettative di Giampiero Boniperti, storico presidente che lo aveva fortemente voluto alla Juventus, trovano le prime conferme. Del Piero diventa l’alter ego di Roberto Baggio, di cui prenderà presto il posto in campo e nei cuori dei tifosi bianconeri, e costruisce una carriera il cui palmarés ha pochi eguali nel mondo: Scudetti, Coppe, Mondiale per club, classifiche di capocannoniere. Ad oggi Alex è, tra le altre cose, il recordman juventino in tante cose: tra le altre, in presenze (750), marcature (390), stagioni (19) e stagioni da capitano (11). Per l’Avvocato Agnelli diventa Pinturicchio, per la sua capacità di pennellare traiettorie imprendibili con il suo destro vellutato e la stampa etichetta con la definizione  “gol alla Del Piero” quel particolare tiro dal limite dell’area con effetto a rientrare che diventa la specialità della casa. Ma come in ogni carriera, anche in quella più fulgida, Del Piero ha tanti alti e qualche basso, come l’infortunio al ginocchio del novembre 2008. Uno spartiacque nella sua vita in bianconero che lo costringerà a ripartire quasi da zero, per riconquistare fiducia ed una credibilità che gli aveva fatto perdere terreno ben oltre le sue reali difficoltà.

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LA FEDE E SONIA – Si dice che gli uomini cambino più facilmente compagna che squadra di calcio. Per Del Piero sono vere entrambe le considerazioni. Dal 2005 è felicemente sposato con Sonia Amuruso – sorella di Nicola, ex calciatore della Juve – e hanno tre figli, Tobias ( nato il 22 ottobre 2007), Dorotea (4 maggio 2009) e Sasha (27 dicembre 2010). Una storia d’amore di quelle classiche, stranamente normale per lo scintillante mondo del calcio, tanto discreta quanto il loro rapporto con il mondo che l circonda. Lei commessa di un negozio d’abbigliamento, ragazza semplice e senza troppi fronzoli per la testa. Si sposano il 12 giugno del 2005, in una piccola chiesetta nelle colline torinesi : “Una cerimonia con pochi intimi – scrive Alex nella sua biografia – una ventina in tutto, parenti amici e sacerdote compreso! Non lo sapeva nessuno, o quasi. Sonia ed io abbiamo fatto una scelta di assoluta discrezione non perché intendessimo escludere qualcuno, ma soltanto perché volevamo che quel momento fosse soltanto nostro. Così è stato.”

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LA SERIE B – Nell’annus horribilis della storia juventina, Pinturicchio è costretto suo malgrado a tornare indietro di 14 anni. Dopo aver calcato i palcoscenici di tutto il mondo, Calciopoli cancella due scudetti, spedisce all’inferno i bianconeri, costretti a ripartire con 30 punti di penalizzazione. E’ l’anno del mondiale, quello vinto in Germania nel 2006, costruito grazie anche al gol di Del Piero nella semifinale contro i padroni di casa. Qualcuno in casa Juve preferisce fare le valigie – del resto è impensabile che un campione del mondo si ritrovi tra i cadetti – ma Alex è e si sente una bandiera e, con pochi altri come Buffon, Trezeguet e Camoranesi, decide di restare e ripartire dalla serie cadetta. Sgomita come un ragazzino, affronta gli avversari con umiltà e “senza puzza sotto il naso” – come ha ribadito a chi gli faceva notare lo scarso blasone di alcune squadre da affrontare – guidando suoi al pronto ritorno in A. Una stagione che cementerà definitivamente il rapporto con i tifosi, che lo eleggeranno a capitano assoluto di quel periodo storico.

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LACRIME D’ADDIO E NUOVA VITA – Il 13 maggio 2012 disputa la sua ultima partita in campionato con la maglia della Juventus e segna il suo ultimo gol bianconero. Siamo al 57’, in campo si gioca ancora, ma il giro di campo per salutare i tifosi prende la scena dello Juventus Stadium e regala una delle pagine più emozionanti per i tifosi bianconeri. Lì nasce la nuova vita del Del Piero calciatore. A 38 anni non è facile reggere il ritmo di campionati troppo competitivi, e così accetta a sorpresa l’offerta del Sidney, in Australia. Trasferisce lì la sua famiglia, e per due anni diventa il testimonial della A-League. Un’esperienza che lo segnerà per sempre :”L’Australia rimarrà per sempre nel cuore a me e alla mia famiglia. Ho imparato a conoscere un Paese incredibile e anche se ho vissuto dall’altra parte del mondo, mi sono sentito a casa fin dal primo giorno”.

LA TV E L’INDIA – Abile comunicatore, da sempre capace di intuire che un campione non si può prescindere da uno staff in grado di curare la propria immagine e il marketing di se stesso, Alex Del Piero è ormai un imprenditore, una piccola azienda che fattura milioni di euro. La sua carriera di calciatore sembrava arrivata al capolinea al termine dell’esperienza australiana. Lo abbiamo visto in TV, non solo nei noti spot pubblicitaria, ma molto a suo agio nelle vesti di commentatore SKY. Ma il richiamo del calcio giocato lo ha “tradito”. Il nuovo campionato indiano, con tanti investitori e milioni di potenziali tifosi, ha attirato la sua attenzione e quella di altri campioni. Alex è ancora su un campo ad inseguire un pallone e quel sogno di bambino che lo aveva spinto a giocare al calcio a San Vendemiano. Sul suo sito c’è scritto :”ll futuro appartiene a coloro che credono alla bellezza dei propri sogni.” Auguri Alex.