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Kiwi, fonte verde di benessere

Tra vitamine, minerali e inaspettati acidi grassi essenziali il kiwi è un frutto che non può mancare nella dieta

 Frutta
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In questo periodo dell’anno si dovrebbero trovare gli ultimi frutti, poiché il kiwi appartiene alla stagione invernale e solo all’esordio primaverile. Il mese di aprile è l’ultimo in cui, in teoria, si possono fare scorpacciate di questo frutto nutrizionalmente fenomenale, ma nella pratica la sua lunga capacità di conservazione (e in nuovi metodi di coltivazione) lo rendono reperibile per tutta la primavera. Non si tratta di un frutto autoctono, le sue radici sono infatti asiatiche, ma tra l’800 e il 900 si diffuse in Nuova Zelanda dove trovò un ambiente assai favorevole, tanto che dal suo nome deriva l’appellativo dell’uccello-simbolo del paese. Esportato in Europa, ebbe enorme successo sulle tavole Italiane, dove fu così apprezzato che se ne intraprese subito la coltivazione, in particolare nell’area del Piemonte, del Veneto e del Lazio, tanto che oggi il nostro paese è uno dei maggiori produttori al mondo di kiwi.

Quali sono i suoi benefici? Il frutto dalla polpa verde o gialla, piena di semini neri, la buccia marroncina e pelosa, dal sapore più o meno dolce a seconda del grado di maturazione, è una miniera di vitamina C. Compete con gli agrumi per l’apporto di questa preziosa vitamina, che varia a seconda della tipologia di kiwi, ma in generale è sempre presente in alta concentrazione. Questa caratteristica lo rende un ottima fonte di antiossidanti e un alleato prezioso del sistema immunitario. E’ inoltre un’eccellente fornitore di potassio, minerale che lo rende un alimento ideale per gli sportivi. Poverissimo di grassi, ricco di acqua e fibre, è un frutto particolarmente indicato per problemi di mobilità intestinale (è consigliato a chi ha problemi di stipsi). Queste sono le caratteristiche più note, mentre meno conosciute sono le proprietà dell’olio di semi di kiwi: essi contengono in abbondanza un acido grasso essenziale ‘capostipite’ dei famosi omega 3, ovvero l’acido alfa-linoleico. Anche nel frutto fresco l’apporto è degno di nota, tuttavia di molto inferiore a quello che si ottiene dall’olio dei semi.

Come consumarlo? Oltre all’utilizzo al naturale come frutto assoluto, nelle macedonie, nei frullati, nei dolci alla frutta (la crostata con crema ad esempio), il kiwi si presta anche alla preparazione di insalate originali, associato a lattuga, indivia, finocchio. E’ un originale ingrediente da risotto, soprattutto se associato al prosecco, e un interessante accompagnamento di alimenti sapidi come il prosciutto crudo; si associa in modo esotico a pesci come i gamberi o il salmone affumicato. Da provare inoltre l’abbinamento a formaggi cremosi per tartine e antipasti.

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